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Duomo di Catanzaro   
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Il duomo di Catanzaro risale al 1121, ma deve il suo attuale aspetto ai continui interventi di rifacimento eseguiti al termine dei bombardamenti del 1943; si pensi alla ristrutturazione operata nel 1955, e che portò alla inspiegabile distruzione di lapidi, altari, fastigi e quant’altro dal 1122 a quella data aveva reso importante lo storico edificio.
Al termine dei lavori condotti su progetto degli architetti Vincenzo Fasolo e Franco Domestico, il nuovo duomo risultava inglobato nell’antica struttura a tre navate, con pianta a croce latina, con la sola eccezione della realizzazione di un portico a tre arcate situato sul lato nord, e lo spostamento della torre campanaria al centro della facciata principale.
Di nuova fattura sono, anche, il tamburo e la cupola vetrata, nonché la copertura della navata centrale a cassettoni, e la creazione del battistero nel luogo dove si ergeva la torre campanaria.
Nel 1638 violente scosse sismiche causarono il crollo del frontespizio mentre nel 1660, la chiesa fu interessata da un violento incendio che distrusse gli stipi di noce della sagrestia e del capitolo, nonché buona parte delle suppellettili.
Dopo un breve periodo di chiusura, il duomo fu riaperto al culto nel 1844, anno in cui ricevette la visita dei reali; per l’occasione il vescovo De Franco commissionò i lavori di abbellimento, e di costruzione del nuovo campanile su progetto dell’architetto Michele Manfredi.
Dell’antica cattedrale si conservano bellissime opere artistiche tra le quali citiamo: il busto in argento tardo cinquecentesco raffigurante San Vitaliano; la statua della Madonna delle Grazie risalente al 1595; la statua della Dormitio Virginis collocabile tra gli inizi del XVIII secolo, custodita nella cappella della Penitenzieria; la pala dell’antico altare maggiore raffigurante l’Assunta risalente al 1750; la statua settecentesca in legno raffigurante la Santissima Vergine Addolorata; e la tela della Sacra Famiglia del 1834, opera di Domenico Augimeri.
All’interno del duomo possiamo ammirare anche alcune opere contemporanee quali: le quattordici stazioni della Via Crucis realizzate da Alessandro Monteleone; le tele dei Santi Patroni e compatroni della città, opera di Lorenzo Jovino, autore delle raffigurazioni dei Quattro Evangelisti nelle vele dei pilastri della cupola e gli affreschi della Santissima Trinità nell’arco Santo.

 
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