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Battistero di San Giovanni in Fonte   
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Il battistero di San Giovanni in Fonte situato in fondo alla navata destra del duomo di Napoli, si ritiene sia stato edificato dal vescovo Severo, ma altre fonti storiche attribuiscono la sua realizzazione all’imperatore Costantino.
A seguito dei lavori di restauro è emerso che la struttura architettonica del monumento è stata edificata alla fine del IV secolo su commissione di San Severo, e ristrutturata ad opera di San Sotere.
Il battistero presentava anticamente una pianta quadrata con ingresso situato sul lato occidentale, collegata mediante quattro nicchie angolari al tamburo ottagonale, caratterizzato da quattro bifore che illuminavano l’interno.
A seguito dei lavori di ristrutturazione commissionati dal vescovo Sotere, le bifore furono modificate con l’aggiunta di mosaici raffiguranti santi Martiri.
Nel centro della struttura si trova la vasca battesimale circolare realizzata in coccio pesto.
Al 1644 risale invece la costruzione del portico che andò modificare il lato settentrionale del monumento.
Durante i lavori di restauro eseguiti nel XIV secolo, vennero realizzati gli affreschi raffiguranti l’Annunciazione e la Cena di Emmaus con pittura imitante il mosaico.
Nel 1576 il battistero venne dato in custodia alla Confraternita di Santa Restituta, alla quale si deve l’adattamento dell’antica cisterna della vasca battesimale in sepoltura per i confratelli.
Gli ultimi lavori di intervento alla struttura risalgono alla fine del XIX secolo, e furono finalizzati alla valorizzazione del monumento, attraverso l’eliminazione delle scene spurie della volta e il restauro dei mosaici.
Da ammirare la volta del battistero divisa in otto spicchi trapezoidali, ciascuno dei quali è a sua volta diviso in due parti entro cui sono raffigurate scene evangeliche.
Nella parte centrale della cupola è rappresentata la croce monogrammatica simbolo del Cristo glorioso, con le lettere AΩ pendenti dalle braccia, sovrastata dalla mano del Padre Eterno, che stringe una corona d’alloro e un filatterio, mentre alle sue spalle spicca una fenice posta fra due palme e due uccelli simmetrici.
Peculiari sono anche le raffigurazioni simboliche degli Evangelisti situate all’interno dei quattro pennacchi.

 
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