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Duomo   
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Il Duomo di Torino, dedicato a San Giovanni Battista, è l'unica chiesa della città in stile rinascimentale.
L’edificio religioso è ubicato a pochi passi dall'area latina ed è pressoché adiacente al Teatro Romano dell'antica Augusta Taurinorum,
La consacrazione dell'edificio al Battezzatore si fa risalire ai Longobardi, e precisamente al re Agilulfo, la cui moglie, Teodolinda, fece proclamare san Giovanni patrono del regno.
La prima pietra del Duomo fu posata il 22 luglio del 1491 dalla reggente di Savoia, vedova di Carlo I, Bianca di Monferrato, e la sua edificazione fu voluta sia dal duca sia dal vescovo, Domenico della Rovere. I lavori furono affidati ad Amedeo de Francisco di Settignano, detto anche Meo del Caprino, e terminarono nel 1505.
Fu consacrato il 21 settembre del 1505 con una messa solenne tenuta dall'arcivescovo di Laodicea, Baldassarre Bernezzo.
Il campanile, adiacente all'edificio, risale al 1469, fu voluto dal dal vescovo Giovanni di Compeys, anche se alcune modifiche vennero affidate da Vittorio Amedeo II, allo Juvarra.
L’idea di ingrandire il duomo per creare un degno ambiente per la conservazione della Sindone, risale al 1649, quando Bernardino Quadri giunse alla corte di Carlo Emanuele II.
Il suo progetto prevedeva una cappella ovale posta alle spalle del coro dell'edificio, erigendo così un ambiente a pianta circolare.
Lo scopo era quello di sorprendere il visitatore rendendo elegante la struttura, grazie ai marmi che, da neri nella parte bassa, andavano sempre più schiarendosi verso la sommità.
Sfortunatamente notte tra l'11 e il 12 aprile del 1997, il monumento della sindone venne danneggiato durante un incendio.
Il Duomo di Torino è l'unico esempio dell'arte rinascimentale in città.
Esternamente presenta una facciata rinascimentale in marmo bianco, con tre portoni di cui, quello centrale è sormontato da un timpano nonché affiancato da due volute.
Visibile è la Cupola del Guarini, dietro la cupola di San Giovanni.
Il Duomo diviso in tre navate è costruito su pianta a croce latina.
Internamente, ai lati, è arricchito da cappelle, che furono decorate da grandi artisti quali Gonin e Vacca, gli architetti Martinez e Talucchi, Guglielmo Caccia, Dauphin e molti altri.
La Tribuna Reale, voluta da Carlo Emanuele III di Savoia, presenta nella parte sottostante una teca ove dal 1998, è custodita la Sindone ossia un lenzuolo di lino conservato sul quale è impressa l'immagine di un uomo che porta i segni della crocifissione.
La tradizione vuole che l'uomo sia Gesù e il lenzuolo fu quello usato per avvolgerne il suo corpo quando dopo la morte fu deposto nel sepolcro.
La Sindone presenta una trama "a spina di pesce" di color giallo ocra e le sue dimensioni sono le seguenti: 442 cm di lunghezza; 113 cm di larghezza; 0,34 millimetri di spessore e 2,450 kg di peso. Il telo presenta segni di bruciature, dovuti all'incendio avvenuto nel 1532.
L’immagine impressa sulla Sindone è il corpo di un maschio, morto, sulla trentina, con la barba e i capelli lunghi, dai tratti somatici mediorientali.
Vi sono anche tracce di sangue che delineano delle ferite, in particolare sui polsi e gli avampiedi.
La testa sembra che sia chinata in avanti perché l collo non ha lasciato traccia sull'impronta frontale, mentre è visibile nell'immagine dorsale. In corrispondenza del volto si notano anche i segni della barba e dei capelli.

 
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