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La chiesa di Sant'Avendrace situata nell’omonimo quartiere di Cagliari, deve il suo nome al famoso vescovo della città del I secolo d.C., che la tradizione vuole sia stato seppellito nell'87 d.C., in una grotta aperta sul sito dove ora si erge l’edificio sacro, e la cui tomba è stata riportata alla luce nell’anno 203.
I continui interventi ristrutturativi non ci consentono di conoscere l'anno di costruzione della chiesa primitiva, il cui attuale aspetto artistico e architettonico è probabilmente frutto dei lavori di rifacimento eseguiti nel Seicento, come testimonia il ritrovamento di un disegno della Carmona allegato ad un manoscritto conservato nella biblioteca universitaria di Cagliari.
L’edificio sacro presenta esternamente un prospetto semplice e lineare contraddistinto solamente da una portale sovrastato da una finestra quadrangolare, e sulla sommità un campanile a vela.
La chiesa ha internamente un impianto rettangolare ad una sola navata con abside semicircolare, coperta da una volta sorretta da archi a sesto acuto, e lateralmente contraddistinta da una serie di cappelle con volte a botte.
Oltrepassato l’ingresso dove prima del 1614 si sviluppava l’abside, si noti lungo il pavimento, una botola con scaletta in pietra che conduce all’antica cripta, originariamente coincidente con l’altare maggiore, coperta da una volta a botte, e visitata annualmente da un numero consistente di pellegrini giunti sin qui per dissetarsi dell’acqua di falda, considerata miracolosa, che sgorga da una cavità lungo la parete.
Lo strato di cemento che riveste i muri dell’ambiente sotterraneo, è stato apposto nel 1952 in occasione dei restauri, a scopo protettivo, anche se ne ha diminuito il volume e cambiato l'aspetto originario.
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