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La chiesa di Sant'Efisio situata nell’antico quartiere di Stampace a Cagliari, fu costruita presumibilmente nel 430 d.C. sulla grotta profonda nove metri, dove secondo la tradizione visse gli ultimi giorni della sua vita il Santo, nelle vesti di prigioniero, prima di essere decapitato sulla spiaggia di Nora (presso l'odierna Pula), nel 303 d.C. .
L’edificio sacro in stile barocco deve il suo attuale aspetto artistico e architettonico ai lavori di rifacimento eseguiti nel Settecento su progetto dell’architetto Antonio Felice De Vincenti.
Il prospetto principale in pietra calcare intonacata, è suddiviso in tre sezioni nel senso orizzontale,
di cui quella inferiore accoglie il portale d’ingresso lateralmente affiancato da due nicchie, quella mediana presenta nel nucleo centrale una finestra quadrata, mentre la sezione superiore riccamente decorata d volute è sovrastata da una croce in ferro battuto traforato.
Esternamente si noti anche il campanile a pianta quadrata realizzato probabilmente introno alla prima metà del XVI secolo.
L’interno della chiesa è contraddistinto da una sola navata coperta da volte a botte, affiancata su ciascun lato tra tre cappelle, con presbiterio sovrastato da una cupola ottagonale montata su un tamburo, preceduto da una scalinata arricchita da una meravigliosa balaustra marmorea che lo innalza rispetto al piano di calpestio riservato ai fedeli.
La navata scandita da paraste, e trabeazioni classicheggianti, è arricchita da arredi marmorei che in contrasto con il gusto antico le conferiscono una forte impronta moderna di impronta settecentesca.
Meraviglioso l’altare maggiore in marmi policromi, eseguito verso la fine del Settecento da Giovanni Battista Franco, dove sono custodite all’interno di un’urna dorata, le reliquie di San Efisio, giunte a Cagliari nel 1088 per volere dei Pisani.
Peculiari anche le opere artistiche delle navate laterali, di cui la prima a destra ospita un dipinto raffigurante la Madonna del riscatto affiancata da due schiavi, San Bonaventura, e tre confratelli, eseguita verso la fine del XVIII secolo da Francesco Costa.
Segue la cappella dedicata a Sant’Efisio dove si conserva la statua seicentesca del Santo, realizzata nel 1755 da Giuseppe Antonio Lonis, raffigurato nelle vesti di condottiero romano ma con baffi e pizzetto di gusto spagnolo, portata in processione, ogni anno nel primo giorno del mese di maggio.
La terza cappella a destra ampliata nel 1726 per consentire la costruzione dell’oratorio della Confraternita del Gonfalone o di S.Efisio, accoglie due statue raffigurante rispettivamente la Pietà e Cristo che porta la Croce, opere di Francesco Massa.
Il percorso di visita della chiesa prosegue lungo il lato sinistro della navata, dove incontriamo una prima cappella decorata dal dipinto della Madonna della Salute con il Bambino fra i Santi Cosma e Damiano, eseguita da Sebastiano Scaletta.
Segue la seconda cappella con altare sovrastato da una statua del Cristo crocefisso in cartapesta, collocabile intorno al XVII secolo.
Ultima cappella aperta lungo la parete sinistra della navata è quella dell’Ecce Homo, dov’è conservato il busto ligneo del Cristo crocefisso con la corona di spine sul capo, e ai lati dell’altare due tele realizzate nel 1657 da Battista Scano, raffiguranti rispettivamente il martirio di S. Efisio e la sua glorificazione.
Da ammirare anche i dipinti dell’altare maggiore, raffiguranti le effige dei due pontefici sardi, Ilario e Simmaco,e l’episodio religioso della Folgorazione di Sant’Efisio.
Da non perdere la visita alla cripta della chiesa ritenuta luogo sacro, in quanto ha accolto Sant’Efisio durante la sua prigionia, decorata da un altare ornato da ceramiche smaltate del Seicento, nonché sovrastato dalla colonna della lapidazione.
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