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Galleria Comunale d'Arte di Cagliari   
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La Galleria Comunale d’Arte della città di Cagliari sorge nell’area dei Giardini Pubblici tra le mura di un edificio neoclassico risalente al XVIII secolo, costruito di proposito per impiantarvi l’ex Polveriera Regia, andata in disuso a causa di un’esplosione avvenuta nel 1822, che comportò ingenti danni alla struttura.
Ricostruita subito dopo il grave misfatto, su progetto dell’ingegnere Carlo Boyl di Putifigari, la palazzina di proprietà del Comune di Cagliari, fu per lungo tempo occupata da caserme e magazzini.
Al 1928 risalgono i lavori di restauro e ampliamento affidati ad Ubaldo Badas, finalizzati alla sistemazione dell’edificio per la sua destinazione a Galleria Comunale d'Arte, inaugurata nel 1933.
Dell’edificio ottocentesco si conserva gelosamente la meravigliosa facciata contraddistinta da due ordini architettonici di cui quello inferiore ospita un portico, sovrastato da una balaustra, mentre l’ordine superiore è coronato da un timpano decorato da tre sculture in marmo di Carrara, dono del conte Boyl, e da fregi in pietra di Bonaria.
Restaurato in occasione della donazione al Comune di Cagliari, della collezione d’arte Francesco Paolo Ingrao collocabile cronologicamente tra la metà dell’Ottocento e la fine del Novecento, l’edificio dal 2003 ospita al piano terra una nuova ala, realizzata sfruttando gli ambienti che ospitavano dal secondo dopoguerra la Biblioteca e l’Archivio Storico.
Al di là del patrimonio artistico, costituitesi mediante donazioni e lasciti, il museo custodisce una collezione di materiali etnografici riportati alla luce in tutto il territorio dell’isola sarda, risalenti al periodo compreso tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.
La collezione d’arte firmata Francesco Paolo Ingrao, comprende circa 650 opere, tra sculture e dipinti, collocate cronologicamente tra la metà dell'Ottocento e tutto il XX secolo, ed esposte secondo uno schema organizzativo diviso in due blocchi, di cui il primo consta di tredici sale ospitanti 250 opere d’arte, dislocate al piano terra e al primo piano, mentre il secondo blocco artistico comprende tre ambienti del piano terra, note come le stanze del Collezionista, la cui visita è prevista solo al termine del percorso di visita, in fase di uscita dalla galleria.
Al primo piano della Galleria possiamo ammirare le seguenti opere d’arte: il Ritratto di Signora, di Angelo Inganni; il Ritratto di giovinetto di Gioacchino Toma; il bronzo Uomo Seduto realizzato da Ercole Rosa; la tela di Luigi Gioli denominata Buoi all'abbeverata; Ritratto Femminile, opera del pittore Armando Spadini; Ritratto di Signora di Arturo Noci; la tela dal nome Marina, eseguita da Camillo Innocenti; e il busto in marmo dello scultore Giovanni Prini, denominato Testa di giovinetta.
Seguono le trentadue opere di Umberto Boccioni esponente del futurismo italiano, di cui le tele Ines, e Rissa in galleria.
A queste si aggiungono le otto opere d’arte di Giuseppe Cominetti ispirate dal dinamismo della vita contemporanea, in particolare la vitalissima Parigi, come testimonia due dipinti ambientati al Moulin Rouge.
Al primo piano della Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, sono ospitate le opere dei seguenti artisti: il pittore Carlo Socrate con il Ritratto di signora e la tela dal titolo Vestizione della Sposa; Emanuele Cavalli con l’olio raffigurante una Figura femminile seduta; lo scultore-ceramista Alfredo Biagini con il bronzo della Donna sdraiata; Ardengo Soffici; il pittore Filippo De Pisis; ed il noto Giorgio Morandi presente con tre Nature morte; Ottone Rosai con due tele raffiguranti due autoritratti di cui però uno giovanile, e l’altro senile; Carlo Carrà con il Ritratto d'uomo; Fortunato Depero con il dipinto intitolato Case alpestri in grigio; Tullio Crali presente con una Natura morta con piccioni; Luigi Colombo con il dipinto La città di Dio; Leo Longanesi presente con un’opera intitolata Il sogno del vecchio capitano; e in ultimo Massimo Campigli con il dipinto Sole e Ombra.
Nelle sale del primo piano sono collocate anche le sculture di Adolfo Wildt (il busto di Nicola Bonservizi), e di Francesco Messina (testa in bronzo del Duce e un bozzetto di una Minerva).
Seguono i capolavori eseguiti dopo il Secondo Conflitto Mondiale, dai seguenti artisti: Antonio Donghi presente in galleria con il dipinto Vaso di fiori; Mario Mafai realizzatore della tela intitolata Suonatore di fisarmonica; Antonietta Raphael autrice della scultura in bronzo Testa di contadina; Pio Semeghini presente con ben venti opere d’arte; Felice Casorati esecutore della Natura morta con maschera rossa e Le uova sul tappeto; Amedeo Bocchi presente con tre dipinti raffiguranti paesaggi; Mino Maccari autore di trentaquattro opere, tra cui la Zingara; Enrico Paulucci presente con il dipinto intitolato Gruppo dei Sei; Piero Dorazio; e Antonio Zoran Music.
Il percorso di visita termina nelle stanze del collezionista dove sono esposti i dipinti realizzati dai seguenti artisti: Camillo Innocenti; Carlo Socrate; Francesco Menzio; Deiva De Angelis; Pippo Rizzo; Amerigo Bartoli Natinguerra; Filippo Anivitti; Orazio Amato; Emilio Notte; Rosina Viva, e Paolo Ricci.
Una sezione ospita i disegni di Scipione, Carlo Carrà, e Giovanni Omiccioli, nonché le sculture di Davide Calandra (Minerva in bronzo), Ernesto Biondi, Luigi Broggini, Nicola D'Antino, e Attilio Torresani.
Da non perdere la visita alla biblioteca specialistica in storia dell’arte, inaugurata nel 2003 presso la Galleria Comunale d’Arte, consultabile secondo lo schema dello scaffale aperto, che consente al’utente di prendere visione immediata dei 7.000 volumi appartenenti al Fondo Civico e al Fondo Ingrao, corredo scientifico e bibliografico della collezione di dipinti e sculture a carattere enciclopedico.

 
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