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Il palazzo civico di Cagliari, sede della municipalità cittadina, sorge nella parte bassa del quartiere Stampace, e precisamente in un'area delimitata dalla via Roma, in cui si apre l'ingresso principale, il largo Carlo Felice, la via Crispi e la via Angioy.
La sede della principale istituzione della città originariamente accolta nel cuore del castello, venne trasferita su un’intuizione di Ottone Bacaredda, in un luogo elegante e ambizioso, non più scelto secondo criteri di protezione, bensì di fronte al mare a guardare verso l’esterno.
Alla costruzione del baluardo in pietra bianca si procedette nell’anno 1899 su progetto dell'architetto Crescentino Caselli e dell'ingegnere Annibale Rigotti, cui seguì l’inaugurazione alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia, e nel 1915 all’insediamento ufficiale del Consiglio Comunale.
L’edificio che noi tutti oggi possiamo ammirare è, in ogni caso, il risultato dei lavori di ricostruzione eseguii tra il 1946 e il 1953, per ottemperare ai gravi danni causati dal bombardamento aereo del 26 febbraio 1943, che provocò il crollo della copertura del cortile interno in ferro e vetro, la distruzione dello scalone marmoreo, e la perdita di una consistente porzione della ricca decorazione e degli arredi interni, opera degli artisti Filippo Figari, Felice Melis Marini e Francesco Ciusa.
Il prospetto principale rivolto su via Roma, presenta un meraviglioso porticato, voltato parzialmente a crociera, contraddistinto da sette arcate, di cui quella centrale, alta nove metri, consente l’accesso al cortile interno del palazzo.
Al vertice del prospetto si elevano maestoso due torri ottagonali e quattro pinnacoli angolari, decorati alla base con le teste scolpite degli altrettanti Mori Bendati.
Bellissime anche le decorazioni bronzee, tra cui citiamo un'aquila, che regge lo stemma della città, due leoni e le rappresentazioni allegoriche de L'Agricoltura, Il Commercio e L'industria, di cui le ultime due sono state realizzate ad altorilievo su mosaico d'oro, mentre la prima è un’opera a tutto tondo, opere di Andrea Valli.
Il palazzo in pietra calcarea chiara, elevato su tre livelli con ampi finestroni ad arco ribassato, divisi da pilastrini, presenta all’ingresso del cortile interno uno scalone d'onore che si biforca in due rampe, e conduce ai piani superiori, dove sono ubicati la sala consiliare, le sale di rappresentanza e gli uffici.
La sala del Consiglio decorata con stucchi e arredi lignei, accoglie le tele di Filippo Figari, risalenti al periodo compreso tra il 1916 e il 1924, raffiguranti rispettivamente Il vicario di Pisa con l'arcivescovo di Cagliari, Vittorio Amedeo II di Savoia, e un Gruppo di mori inginocchiati.
Segue la sala della Giunta dov’è custodito il Gonfalone, con appuntate la medaglia al valor militare e una medaglia apposta da Paolo VI nel 1970; le pareti sono impreziosite, anche, da altre opere d'arte, tra cui le tele del Marghinotti, e il retablo dei Consiglieri risalente al XVI secolo, realizzato da Pietro Cavaro.
Il percorso di visita al palazzo civico prosegue nella sala dei Matrimoni decorata dalla tela del Figari, raffigurante scene tipiche del matrimonio in Sardegna, e da meravigliosi arredi lignei, oltre a gioielli, reperti archeologici e un simulacro seicentesco in creta rappresentante sant'Agostino giacente.
In ultimo, si apre la sala del Sindaco impreziosita da un arazzo fiammingo del 1620, opera di Franciscus Spierink, e la Sala Sabauda dove sono custodite tre tele del Marghinotti, di cui due ritraggono Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, mentre la terza raffigura l'arrivo di Carlo Alberto a Cagliari nel 1840.
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