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Pinacoteca Nazionale di Cagliari   
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Dal 1992, tra le mura dell’ex Regio Arsenale Militare, è allestita la splendida Pinacoteca Nazionale di Cagliari, parte integrante del complesso Polo Museale della Cittadella realizzato a partire dal 1955, su progetto degli architetti Libero Cecchini e Piero Gazzola.
Situata fino alla fine dell’Ottocento nel palazzo delle Seziate, la pinacoteca comprendeva un primo nucleo della collezione pittorica formatosi nel XIX secolo subito dopo la soppressione degli enti ecclesiastici avvenuta nel 1866 che fece confluire nel patrimonio dello Stato numerose opere pittoriche, e la distruzione nel 1875, della chiesa di S. Francesco di Stampace; a questa importantissima raccolta di opere, se ne aggiunsero molte altre attraverso nuove acquisizioni e donazioni, tra cui una meravigliosa collezione etnografica comprendente tessuti, gioielli sardi, arredi, ceramiche e armi.
L’edificio della Pinacoteca venne realizzato nell’area circoscritta dalle mura sabaude, a ovest e a nord dell’ex Arsenale, sulle quale si innestano anche resti delle mura spagnole e le volte delle gallerie sotterranee scavate nella roccia, rinvenute nel 1966.
La visita alla Pinacoteca articolata su tre livelli con ingresso dal giardino centrale del Polo Museale, si snoda lungo le mura spagnole, secondo un percorso che ha inizio dal piano superiore dove sono esposte a raggiera le prime pale d’altare (retabli), espressione della cultura tardogotica catalana e della pittura fiamminga, collocabili cronologicamente tra il XV e i primi del XVI secolo.
A queste si aggiungono i splendidi dipinti risalenti al XVI secolo realizzati secondo un linguaggio stilistico peculiare, risultato dalla combinazione dello stile rinascimentale con quello manierista italiano, le cui maggiori espressioni provengono dalla bottega dei Cavaro. Si possono ammirare anche opere di artisti del XVII secolo eseguite con la tecnica pittorica manierista.
La visita alla Pinacoteca prosegue al piano intermedio occupato da preziose tele risalenti al periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo, provenienti da collezioni ecclesiastiche e da donazioni private, e al piano inferiore dove sono ospitate opere artistiche realizzate a partire dall’ultimo quarto del XVI secolo fino ad arrivare al XIX secolo; a queste si aggiungono anche sei tavole dipinte da un anonimo pittore campano tardo-manierista.
Alla collezione della Pinacoteca appartengono novantaquattro dipinti; più di quattrocento oggetti di oreficeria; circa duecentoottanta pezzi tra tessuti e ricami; cinquantasei oggetti tra lapidi e stemmi; sessantotto armi; circa cento articoli di arredo domestico; ottantasette cestini; circa ottanta ceramiche; tredici cimeli appartenenti all’arredo liturgico; e ventotto sculture.
Della collezione dei dipinti fanno parte le seguenti opere d’arte: l’Annunciazione di Antioco Mainas risalente alla metà del XVI secolo; la Crocefissione eseguita da Lorenzo Cavaro nel 1507; la Crocifissione del pittore Antioco Mainas, realizzata nel metà del XVI secolo; la Deposizione; opera di Pietro Cavaro; la tela intitolata Giuseppe venduto dai fratelli del 1640, opera di Domenico Fiasella; La cena in casa del fariseo realizzata da Giulio Carpioni nel XVII secolo; la Circoncisione di Giulio Carpioni risalente al XVII secolo; la quattrocentesca tela della Madonna col Bambino di Alvaro Pirez; la tela della Madonna col Bambino del XVI secolo; la Madonna col Bambino risalente al XVIII secolo; la Madonna del buon cammino collocabile intorno alla fine del XVI secolo, eseguita da Jan van Heemskerck; la Madonna della cintola della prima metà del XV secolo di Carlo Di Giovanni; la tela raffigurante la Madonna della Consolazione tra i Santi Giovanni Battista e Michele Arcangelo dipinta da Michele Cavaro; il Martirio di San Lorenzo della metà del XVII secolo di Orazio De Ferrari; la Pala di San Cristoforo di Decio Tramontano; la Pala di Sant’Orsola collocabile intorno ai primi anni del XVII secolo del pittore Francesco Pinna; la Pentecoste risalente al XVI secolo; la Predella di Nostra Signora di Valverde dipinta da Antioco Mainas; la Predella di San Lucifero del pittore Joan Figuera; la tela intitolata il Presepe su fondo di rovina eseguita da Giovan Gioseffo Santi; l’opera pittorica intitolata Putti e baccanti su sfondo di rovine e statua collocabile intorno al 1685, opera di Giovan Gioseffo Santi; Rebecca al pozzo dell’artista Domenico Fiasella; il Retablo del Presepio risalente alla fine del XV secolo; il Retablo dell'Annunciazione realizzata nel 1410 da Joan Mates; il Retablo della Porziuncola del Maestro di Castelsardo; il Retablo della Vergine risalente al XVI secolo, opera di Antioco Mainas; il Retablo della Visitazione di Joan Barcelo; il Retablo di Bonaria dipinta tra il 1549 e il 1567 da Michele Cavaro; il Retablo di Santa Maria di Monserrat del XVI secolo, opera di Antioco Mainas; il Retablo di S. Bernardino di Rafael Thomas e Joan Figuera; il Retablo di S. Eligio realizzato intorno agli inizi del XVI secolo dal Maestro di Sanluri; il Retablo Manca di Villahermosa risalente agli inizi del XVI secolo; la tela raffigurante S. Benedetto collocabile intorno ai primi anni del XVII secolo; la Sacra Famiglia del XVIII secolo; la raffigurazione di San Brunone, risalente alla prima metà del XVII secolo; la tela di San Gerolamo del XVII secolo; il dipinto di San Gerolamo del XVII secolo; la tela intitolata San Giovanni Battista eseguita nel 1602 da Bartolomeo Castagnola; il dipinto di San Matteo, opera di Bartolomeo Castagnola; la tela di San Paolo collocabile tra il 1533 e il 1538 e realizzata da Pietro Cavaro; la tela raffigurante San Pietro dipinta tra il 1533 e il 1538 da Pietro Cavaro; la tela di San Raimondo di Peñafort realizzata intorno alla prima metà XVII secolo; l’opera pittorica raffigurante San Simmaco del XVI secolo; la tela di Sant’Agostino degli artisti Pietro e Michele Cavaro; e la tela raffigurante Sant’Agostino in Cattedra.

 
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