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Torre di San Pancrazio di Cagliari   
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La torre di San Pancrazio situata nella zona più alta dello storico quartiere Castello a Cagliari, fu costruita nel 1305 su commissione dei Pisani, e su progetto dell’architetto Giovanni Capula, a difesa e controllo del territorio circostante la città.
L’opera monumentale così chiamata perché probabilmente fu realizzata sul sito dove di ergeva la chiesa dedicata a San Pancrazio, nel 1328 per ordine degli Aragonesi, venne privata dell’ingresso rivolto verso il Castello, attuale piazza Indipendenza, per consentire la trasformare dell'edificio sia in abitazione di funzionari, e sia in magazzino.
A partire dal Seicento, la torre, accessibile dall’attiguo Palazzo delle Seziate, perse la funzione d'ingresso alla città, e si pensò di utilizzarla come carcere sino alla fine dell'Ottocento.
Riportata all’originario splendore grazie ai lavori di restauro eseguiti nel 1906 ad opera dell’ingegnere Dionigi Scano, l’opera fu liberata da quanto chiudeva il lato rivolto su Piazza Indipendenza, come prevedeva il progetto originario, nonché si procedette al ripristino dei ballatoi in legno.
La torre di San Pancrazio simbolo della città e delle costruzioni medioevali, costruita in bianco calcare estratto dal colle di Bonaria, presenta nei tre lati chiusi una serie di feritoie che si affacciano a varie altezze, mentre lungo il quarto lato rivolto verso l'interno del Castello, si aprono in corrispondenza dei quattro piani della struttura, altrettanti ballatoi in legno.
L’accesso all’edificio era garantito da tre portoni, ancora recanti i segni delle saracinesche che sbarravano l’ingresso, mentre la protezione dagli attacchi esterni era assicurata dalla presenza di una possente muraglia, nota come “barbacane”, oltre la quale si apriva un fossato; il tutto coronato da mensole da cui si potevano bombardare i potenziali nemici.
Tra le decorazioni citiamo la presenza a varie quote nel lato Nord, degli stemmi pisani, mentre sul lato opposto in corrispondenza dell'arcata della porta, vi è una iscrizione latina che ricorda i castellani pisani di Cagliari all'epoca della costruzione della torre, l'impresario che eseguì i lavori e l'architetto.
All’architetto Giovanni Capula si deve anche la costruzione della gemella torre dell’Elefante, edificata circa due anni la realizzazione della torre di San Pancrazio, entrambe non soltanto baluardi difensivi, ma anche accessi principali al Castello.

 
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