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Archeologia
Arte Nuragica di Irgoli
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Arte Nuragica di Irgoli   
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Le testimonianze di una costante presenza umana sin dalla preistoria si trovano nell’area territoriale compresa tra S. Stefano, S. Antioco e Ruinas, dove sono stati rinvenuti pozzi, muri, matrici di fusione, monete, oggetti e frammenti di ceramica, terra e bronzo.
Peculiari sono anche i conci granitici e basaltici inglobati tra le mura dell’antica chiesa dedicata a San Miali, l'arcangelo Michele del culto orientale, ubicate sulle rovine di una Tomba di Giganti, di cui è stata riutilizzata come altare una lastra absidale.
Il viaggio tra le meraviglie dell’arte nuragica sarda del territorio del comune di Irgoli, ha inizio presso l'area archeologica di Janna e’ Pruna da cui dista circa 12 Km., localizzata sul Monte Senes, in una posizione di dominio sulla valle del fiume Cedrino, nella regione delle Baronie, ad Est della Sardegna.
Il complesso nuragico dedicato al culto delle acque, comprende i resti di due recinti sacri, un tempio ed altri edifici connessi alle attività del santuario di successiva costruzione.
Il recito costruito al fine di circoscrivere l’area destinata alla celebrazione dei riti e alla deposizione delle offerte, venne sviluppato su un impianto rettangolare, e realizzato con l’impiego di massi granitici di grandi dimensioni disposti su filari regolari.
Un secondo recinto di forma trapezoidale si apre all’interno dell’area riservata ai riti sacri, ed accoglie a sua volta un tempietto contraddistinto da un corpo centrale sviluppato su un impianto di forma circolare preceduto da un vestibolo, il tutto realizzato con l’impiego di blocchi ben lavorati disposti su filari regolari.
Il vestibolo su pianta rettangolare conserva lungo la base del lato sud, i resti di un bancone-sedile funzionale alla deposizione delle offerte.
I paramenti murari aggettanti, e le numerose lastre piatte riportate alla luce all’interno del vestibolo, fanno ipotizzare che lo stesso fosse coperto da un tetto ligneo a doppio spiovente rivestito da elementi litici.
Il corpo circolare, mentre, racchiude un ambiente, probabilmente in origine coperto ad ogiva, dove è possibile ammirare a ridosso della parete i resti di una panchina in pietra, e sul pavimento ciò che resta di un antico focolare.
Pregevoli sono i materiali recuperati all'interno del tempio, comprendenti frammenti ceramici, e resti di offerte di bronzo, risalenti ad un periodo storico collocabile tra l'età del Bronzo recente e la prima età del Ferro, vale a dire tra il 1200 e l’800 a.C. .
Oltrepassata l’area archeologica di Janna e’ Pruna, proseguendo per altri 12 Km, si incontra la fonte sacra di Su Notante adagiata lungo il versante meridionale del Monte Senes, a ridosso del letto del rio Remulis.
L’area archeologica riportata alla luce nel corso della campagna di scavo condotta nel 1994, è cronologicamente collocata tra un momento avanzato del Bronzo Recente e l'età del Bronzo Finale, vale a dire tra il XII e il X secolo a.C. .
Sfortunatamente negli anni '20 e '30 del Novecento, durante i lavori per la captazione idrica e alcuni recenti interventi clandestini, la fonte e le due vicine strutture sono state danneggiate.
Del monumento sacro si conservano il pozzetto di captazione della sorgente naturale aperto a Sud, e la porzione Ovest del prospetto, entrambi realizzati con l’impiego di conci squadrati di basalto.
A nord-ovest del complesso nuragico si scorgono anche i resti di una sezione del muro di recinzione-terrazzamento, costruito con blocchi di granito appena sbozzati.
Il pozzetto di captazione succitato è sviluppato su un impianto planimetrico trapezoidale, coperto da una piattabanda, dov’è conservata una vasca sub-rettangolare con fondo contraddistinto da un'unica lastra di basalto, su cui si impostano le pareti dell’opera.
Da non perdere la visita alle due strutture monumentali situate a poca distanza dalla fonte sacra di Su Notante, in particolare lungo il versante Ovest del rio Remulis, realizzate con conci di granito disposti su filari irregolari.
L’edificio orientato a Sud-Sud/Est dell’area archeologica, è impostato su un impianto circolare, contraddistinto lungo la parete Nord-Est, dalla presenza di una nicchia architravata.
Qui sono stati riportati alla luce anche un frammento decorato "a pettine", un'ansa a nastro, ed un frammento di spada votiva in bronzo.
Il secondo corpo di fabbrica disposto a Nord-Ovest/Sud-Est del sito, si sviluppa su un impianto di forma rettangolare, ed ospita lungo il lato ad Est una triplice fila di gradoni formati da conci nastriformi.

 
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