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Chiese
Cattedrale di Santa Maria della Neve
Archeologia
Complesso Nuragico di Noddule
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Cattedrale di Santa Maria della Neve   
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La cattedrale di Nuoro nonché chiesa madre della diocesi dell’omonima città dedicata alla Patrona Santa Maria della Neve, alla quale è intitolata anche la piazza al centro della quale si erge maestosa.
Il tempio sacro ubicato sul colle che i Nuoresi chiamano "sa tanchitta", venne costruito tra il 1835 ed il 1853, su commissione di Mons. Giovanni Maria Bua, e su progetto del frate francescano, scultore e architetto, Antonio Cano, che in occasione dei lavori perse la vita cadendo da un ponteggio.
Dopo un breve periodo di interruzione, nel 1846 l’attività costruttiva riprese sotto la direzione di Vittorio Fogu, e proseguì fino all’anno della sua consacrazione presieduta da Mons. Francesco Zunnui Casula.
L’edificio religioso realizzato secondo i canoni stilistici tipici del Neoclassicismo presenza esternamente un meraviglioso prospetto, contraddistinto da quattro monumentali colonne in granito con capitelli ionici a sostegno di una lineare trabeazione, al vertice della quale svetta un timpano triangolare affiancato ai lati da due campanili gemelli.
La facciata accoglie i tre portai di ingresso alla cattedrale, sovrastati da finestre a semicerchio, e sul frontone la scritta: "Deiparae Virgini a Nive sacrum" (tempio dedicato alla Vergine della Neve,
Madre di Dio).
I prospetti laterali, mentre, presentano un andamento strutturale sinuoso conferito dalle absidi delle cappelle laterali.
L’interno della chiesa si sviluppa su un impianto molto simile a quello a croce, contraddistinto da una sola navata coperta da volta a botte lungo la quale si aprono ampie finestre da cui filtra la luce; i paramenti murari laterali sono a loro volta contraddistinti ciascuno da tre cappelle tra loro comunicanti mediante archi, provviste di absidi semicircolari e volte emisferiche.
Il presbiterio sopraelevato rispetto al piano di calpestio riservato ai fedeli, e da questo delimitato attraverso una balaustra marmorea , ospita sul fondo una splendida abside semicircolare, e meravigliose decorazioni geometriche lungo le pareti, frutto dell’alternanza del marmo bianco e dei festoni dorati.
Notevole il patrimonio artistico custodito all' interno della chiesa, in particolare: la tela del Tearini raffigurante il Cristo Morto, risalente al XVII secolo; la tela della Via Crucis, opera di Carmelo Floris e Giovanni Ciusa Romagna; e l’altare maggiore con pulpito marmoreo realizzate nel XIX secolo dagli artisti Francesco Cucchiari e Michele Fiaschi.

 
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