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Cattedrale di San Nicola   
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La cattedrale di Sassari dedicata a San Nicola sorge in piazza Duomo, nel centro storico di questa meravigliosa città da tutti considerata la seconda per estensione dell’isola di Sardegna.
Sede della cattedra dell’Arcivescovo metropolita della Arcidiocesi di Sassari, il tempio sacro si ipotizza sia stato costruito nel 1135 come testimonia un antico registro monastico conosciuto come il “Condaghe di san Pietro di Silki”, dove si legge dell’esistenza di una chiesetta intitolata a "Sancti Nicolai de Tathari”, di cui però non c’è pervenuto alcunché di artistico o architettonico.
Tra il 1480 e il 1505 l’edificio religioso venne radicalmente ristrutturato e allo stesso tempo trasformato secondo i canoni stilistici tipici del gotico e del catalano, non appena si seppe del trasferimento della cattedra vescovile da Porto Torres a Sassari.
Seguirono ulteriori interventi di rifacimento strutturale, in particolare quelli eseguiti nel 1681 a cura di Balthasar Romero, finalizzati alla sostituzione delle volte a crociera del transetto e delle cappelle laterali, con le volte a botte; alla realizzazione dell’abside semicircolare, e al rifacimento della facciata con l’aggiunta di un complesso porticato a tre fornaci coperto da volte stellari.
Il prospetto principale è diviso in tre ordini, di cui il primo accoglie il portico; il secondo ospita tre nicchie inserite in altrettante sezioni delimitate da quattro lesene, entro cui sono accolte le statue dei Santi martiri turritani Gavino, Proto e Gianuario, mentre il terzo ordine si compone di un ampio frontone racchiuso da una cornice che sembra descrivere una lucerna, al centro del quale troneggia la statua di San Nicola da Bari, patrono di Sassari.
La facciata termina in sulla vetta con la scultura del Padreterno, sistemata all’apice del fastigio curvilineo.
Esternamente svetta maestosa anche la torre campanaria, impostata su base a canna quadrata, interamente decorata da archetti pensili, bifore e monofore, e alla sommità un corpo ottagonale terminante con un cupolino costruito nel 1756.
L’interno della cattedrale si sviluppa su un impianto ad una sola navata divisa in due campate mediante arcate ogivali sulle quali si impostano le volte a crociera delineate da costoloni, mentre lungo le pareti laterali si aprono otto cappelle gotiche, quattro per ogni lato, introdotte da archi a tutto sesto, e impreziosite da opere d’arte tra cui dipinti e arredi plastici aggiunti nel corso del XVIII e del XIX secolo.
In corrispondenza dell’ultima cappella del lato destro della navata, si erge il pulpito marmoreo scolpito nel 1840 dall’artista Giuseppe Gaggini, il cui parapetto semicircolare, reca in bassorilievo la raffigurazione dei quattro Evangelisti.
Al centro del transetto del duomo si eleva maestosa la cupola semisferica dalle forme rinascimentali, impostata su quattro pennacchi angolari, a loro volta sorretti da mensole decorate da sculture raffiguranti i simboli dei quattro Evangelisti, di cui oggi si conserva solamente l’aquila di San Giovanni; peculiari anche le sedici bifore aperte lungo il tamburo della cupola.
Il percorso di vista alla cattedrale di Sassari prosegue nelle due cappelle del transetto, di cui quella dedicata al Santissimo sacramento sorge in corrispondenza del braccio destro, mentre la cappella di Sant’Anna si apre nel braccio sinistro del transetto in questione.
Nel dettaglio, la cappella del Santissimo Sacramento ospita un altare scolpito tra il 1818 e il 1820 dagli scultori Francesco Orsolino e Giacomo Gaggini, sovrastato da una splendida tela della “Coena Domini”, dipinta dal Marghinotti, mentre la cappella dedicata a Sant’Anna accoglie un altare del XVIII secolo, nonché è affiancata da uno splendido gruppo scultoreo in marmo del Mausoleo di Placido Benedetto di Savoia, Conte di Moriana, realizzato nel 1807 da Felice Festa.
Siamo alla volta dell'area presbiterale sopraelevata rispetto al piano di calpestio dell’aula riservata ai fedeli, dalla quale la delimita una balaustra in marmo, accessibile mediante una scala delimitata da due leoni.
L’altare maggiore in marmo realizzato nel 1690, contraddistinto da due coppie di colonne, con capitelli di ordine corinzio, a sostegno di una trabeazione sovrastata da un timpano spezzato, al centro del quale si apre un'edicola con al centro la raffigurazione di una Colomba simboleggiante lo Spirito Santo; la mensa ospita l'icona della Madonna del Bosco, risalente al XIV secolo.
Sul fondo del presbiterio troneggia l'arco ogivale che introduce all'abside, costituita da due distinti ambienti, di cui il primo a pianta quadrata coperto da volta a crociera gotica, mentre il secondo ambiente di forma semicircolare con volta a quarto di sfera.
Pregevole il coro ligneo intagliato del XVIII secolo, ospitato nell’abside.

 
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