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Il duomo di Caltanissetta dedicato a Santa Maria la Nova sorge nel centro storico della splendida città siciliana, dal 1536 anno d’inizio dei lavori di costruzione, portati a termine nel 1520, nonostante già nel 1591 si procedette alla sua consacrazione.
Aperta al popolo dei fedeli nel 1622, la cattedrale fu così chiamata per distinguerla dalla chiesa madre, costruita nel Cinquecento ai piedi della fortezza di Pietrarossa, e conseguentemente seguita dall’appellativo “la Vetere”.
Realizzata in ottemperanza ad un progetto di riqualificazione urbanistica proposto dall’allora famiglia dominante, i Moncada, sul sito dove si estendeva un bosco di ulivi, la chiesa in pietra bianca presentava inizialmente un impianto a forma basilicale al quale si sostituì alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quello attuale a croce latina diviso in tre navate con cupola, situata all’incrocio tra i due bracci, transetto ed abside.
La medesima sorte subì anche il prospetto principale sottoposto interventi di rifacimento intorno alla seconda metà dell’Ottocento; la facciata è divisa in quattro sezioni mediante lesene di cui due corrispondono agli altrettanti campanili che l’affiancano, di cui il primo risale al 1782, mentre il secondo fu costruito nel 1852.
La parte inferiore della facciata accoglie un bellissimo portale in legno, decorato da quattro stemmi, di cui quello a destro appartiene alla città di Caltanissetta e raffigura un castello a tre torri, affiancato dallo stemma di San Michele, patrono della città, sul quale compare la domanda che il Santo rivolse agli angeli ribelli quando li cacciò dal Paradiso (“Quis ut deus?”, che significa “Chi come Dio?”); seguono sul lato sinistro altri due stemmi, di cui uno rappresentante una corona, mentre l’altro raffigurante una spada infilzata, entrambi di difficile collocazione.
Le tre navate che dividono lo spazio interno del duomo sono separate da quattordici arcate, ciascuna dedicata ad un personaggio dell'Antico Testamento, a dodici delle quali corrispondono altrettante cappelle, tutte impreziosite da altari sui quali sovrastano maestosi affreschi di celebri pittori.
Meraviglioso l’affresco della navata centrale realizzato dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans, raffigurante la scena dell'Immacolata Concezione di Maria, l’episodio dell'Incoronazione della Vergine, e infine il trionfo di San Michele, il tutto coronato da angioletti, nuvolette e stucchi dorati a tema floreale.
Da ammirare nella seconda cappella a destra la statua lignea dell’Immacolata realizzata nel 1760 e decorata da pregiati panneggi in lamina d'argento, segue nell’attigua cappella le statue degli Arcangeli Michele (in legno), Gabriele, e Raffaele (in marmo) opera degli scultori Stefano Li Volsi e Vincenzo Vitaliano.
Peculiare la pala dell’altare maggiore raffigurante l'Immacolata e Santi, opera del fiammingo Guglielmo Borremans, e un meraviglioso organo intagliato e decorato.
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