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Il museo Archeologico di Caltanissetta ospitato in una costruzione degli anni Sessanta edificata contemporaneamente alla costruzione di un edificio del ventennio fascista sede della nota "Casa della Gioventù Italiana", che dal 1993 ospita gli uffici della Sezione Archeologica della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali.
Le cinque grandi sale del museo ripercorrono un viaggio nell’antica storia dei siti del territorio urbano ed extraurbano di Caltanissetta e di altri centri del territorio della provincia, abitati sin dalla preistoria, tra cui segnaliamo: l’area archeologica di Dessueri, nel territorio di Mazzarino, dove sono stati riportati alla luce un centro abitativo risalente all'età del bronzo e una necropoli contraddistinta da tremila tombe scavate nella montagna; il sito di Polizzello, presso Mussomeli, dove si possono ammirare i resti del villaggio indigeno e della necropoli collocabile tra il IX e il VII secolo a.C.; i siti indigeni di Gibil Gabib e Sabucina, presso Caltanissetta, entrambi situate su alture a controllo del fiume Salso.
Disposte nel rispetto del loro ordine cronologico e topografico, le collezioni comprendono corredi di vasi decorati, e corredi con oggetti metallici di cui il nucleo più antico è costituito da un consistente numero di reperti recuperati negli anni ’60 grazie all’opera dell'Associazione Archeologica Nissena, e provenienti per lo più dai siti archeologici di Pietrarossa, San Giuliano, Palmintelli, Gibil Gabib, Vassallaggi, e Sabucina.
A questi si aggiungono anche i ritrovamenti archeologici degli scavi condotti nel territorio della provincia nissena nel 1996 ad opera della Soprintendenza di Agrigento, e nel 1992 dalla Soprintendenza di Caltanissetta, al fine di recuperare tempestivamente i reperti di molte zone interessate da stanziamenti umani antichi, si pensi al centro indigeno ellenizzato di Sabucina, che rischiava di andare distrutto dall’avanzamento di una cava.
In occasione di questi scavi è stato scoperto un modellino di tempietto fittile, un tempo appartenente ad un sacello arcaico, che rappresenta per l’appunto un edificio di culto con pronao in antis e tetto a doppio spiovente decorato alle estremità, da due figure di cavalieri, identificati con i Dioscuri, e timpano impreziosito da due maschere di tipo gorgonico; il tutto è sorretto da un piede a calice su base anulare.
Da ammirare nelle sale II, III e IV, rispettivamente destinate ai siti archeologici di Vassallaggi, Sabucina e Monte Bubbonia, bellissimi vasi attici a figure nere e rosse, alcuni dei quali risalenti alla prima metà del V secolo a.C., a noi giunti grazie ai commerci delle popolazioni greche.
Tra le opere citiamo la coppa con la raffigurazione di Eracle proveniente da una tomba di Monte Bubbonia; l’oinochóe con palestriti appartenenti al corredo di una tomba di Sabucina, e il cratere a colonnette con la scena dell’officina di Efesto, collocabile tra il 470 e il 460 a.C..
Di notevole valore archeologico sono anche i reperti riportati alla luce negli ultimi decenni presso il sito archeologico di Polizzello, nel cuore della Sikania, appartenuti alle necropoli ed esposti nella sala V del Museo Archeologico; si possono ammirare tre bronzetti di cui due raffigurano un offerente con patera nella mano destra, mentre il terzo dalla forma di un tridente, raffigura una figura umana estremamente stilizzata.
Pregevoli anche i corredi funerari del complesso tombale di Dessueri composti da brocche, olle, hydriai, anfore, fibule, coltellini ed oggetti di ornamento.
Il percorso espositivo comprende inoltre i manufatti bronzei appartenenti ad un’armatura di un guerriero, provenienti da Montagna di Marzo in provincia di Enna.
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