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Anfiteatro Romano di Siracusa   
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L'anfiteatro Romano di Siracusa situato nell’area monumentale della città, nelle vicinanze del teatro greco e dell'ara di Ierone II, fu quasi certamente costruito negli ultimi decenni del I sec. a. C. lungo l’asse viario che separava l'Acradina dalla Neapolis, al termine del quale l’imperatore Augusto vi fece erigere un arco trionfale di cui si conservano solo le fondazioni.
Riportato alla luce nel 1839 grazie all’intervento del duca di Serradifalco, il monumento fu realizzato con l’impiego della tecnica dell’opera reticolata, e l’inserimento di archi a conci piuttosto allungati, nonché si pensò di sfruttare la naturale conformazione del territorio roccioso nella quale furono ricavate la cavea e le latomie, ossia grotte usate per incarcerare gli schiavi.
L’impianto strutturale di forma ellittica comprende in primis l’area dell’arena delimitata da un alto podio, alle cui spalle si apre un corridoio anulare coperto denominato crypta, utilizzato per l'accesso dei gladiatori e delle belve, sovrastato da una prima serie di gradini, destinati agli spettatori di riguardo.
Lungo la parte superiore della struttura sono collocati tre ambulacri coperti a volta, di cui l’ultimo era provvisto di un portico colonnato.
Dagli ambulacri circolari dipartivano una serie di passaggi radiali che consentivano l'accesso alle gradinate dei vari settori della cavea.
Seguiva, dopo un corridoio, l’ima cavea di cui si conservano alcuni elementi, la media cavea, e la summa cavea di cui si possono ammirare solamente le fondamenta.
Il nucleo centrale della cavea era occupato da un vano di forma rettangolare collegato mediante un passaggio sotterraneo con l'estremità meridionale del monumento, ed utilizzato anticamente per collocarvi i macchinari destinati agli spettacoli.
Un complesso sistema di gradinate permetteva di accedere ai vari ordini di posti, mentre due corridoi, con rami laterali, raggiungevano l'arena.
L’anfiteatro presenta due ingressi ed è contraddistinto da un sistema di ampie scale, affiancate sul lato nord dai resti di una fontana.
Per raggiungere il monumento è necessario percorrere il viale che diparte dal piazzale antistante la chiesa di San Nicolo, impreziosito da numerosi sarcofagi in pietra, riportati alla luce nelle necropoli siracusane di Megara Iblea.
Nei pressi della chiesa si può ammirare anche la grande cisterna a tre navate su pilastri, un tempo adoprata per l’approvvigionamento idrico dell’opera monumentale.

 
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