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Necropoli dell'Antica Città Fenicia di Mothia   
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Lungo la costa settentrionale dell’isola di Mozia, nel 1907 è stata riportata alla luce una necropoli realizzata come luogo di sepoltura dai primi coloni fenici; infatti gli oggetti trovati nelle tombe risalgono ad un’epoca antica, anche se non mancano reperti risalenti ad un periodo successivo, introdotti nella colonia dopo lo sviluppo del commercio e dei traffici tra Mozia e la Sicilia greca.
Questa necropoli comprende tombe ad incinerazione, composte da piccole fosse scavate nella roccia e nella terra contenenti i recipienti entro cui venivano conservati i resti combusti del defunto, affiancati dagli oggetti del corredo funerario.
Il cimitero comprende però anche sarcofagi, che fanno pensare ad un possibile cambiamento dell’operazione di sepoltura, frequentemente utilizzata in Fenicia, contrari alla pratica di bruciare i morti.
L’incinerazione come metodo per eliminare i resti dei morti, dipese probabilmente dalle condizioni dell’isola di Mozia, dove l'estensione del territorio era limitata e dove il luogo di sepoltura doveva necessariamente essere collocato a non grande distanza dalle abitazioni.
Utilizzata fino alla fine del VII secolo a.C. , la necropoli di Mozia, situata fuori dalle vecchie mura di fortificazione della città, è caratterizzata da tombe prive di cippi funerari, ad eccezione di qualcuna ancora in piedi, formati da piccoli blocchi verticali di arenaria con linee incise o grattate sopra, contenenti i resti cremati dei morti conservati in anfore di terracotta, a loro volta circondati da recipienti più piccoli che si presume abbiano contenuto degli alimenti, sia solidi che liquidi, per gli estinti.
I vasi principali differiscono tra di loro oltre che per misura e forma, anche per i colori ed il decoro limitata a poche linee di un rosso scuro o un colore nerastro, con l'aggiunta di un semplice disegno geometrico.
Al contrario i vasi più piccoli posti nelle tombe intorno alle urne centrali somigliano per composizione e fattura alle urne centrali, anche se sono prive di decoro.
All’interno di molte tombe della necropoli isolana, oltre ai resti del defunto sono stati riportati alla luce braccialetti, orecchini, anelli, collane, amuleti, talismani, nonché frammenti di gusci di uovo di struzzo decorati da un disegno di colore rosso, armi, e strumenti bellici, quali punte di alabarde, lance, pugnali e coltelli.
I sette sarcofagi rinvenuti nell’area della necropoli sono tutti di arenaria, lavorati e senza ornamenti, disposte l’uno accanto all’altro.
Agli inizi del VI secolo a.C. l'area fu attraversata dalla costruzione delle mura cittadine e la necropoli venne spostata sulla terraferma, sul promontorio di "Birgi".

 
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