Reggia di Caserta
Tutelata dall’Unesco in quanto Patrimonio dell’umanità, la reggia di Caserta venne edificata a partire dal 1752 su commissione di Carlo III di Borbone, e su progetto dell’architetto Luigi Vanvtelli, al quale si chiese di reggere il confronto con la reggia di Versailles.
Nel 1759 Carlo III salì al trono di Spagna e lasciò Napoli per Madrid; a lui successero Ferdinando IV, divenuto poi Ferdinando I, Gioacchino Murat, Ferdinando II e Francesco II.
Nel 1773 morì anche l’architetto Vanvitelli al quale successe il figlio Carlo, che portò a termine i lavori di costruzione della reggia nel 1780.
La costruzione perimetrale rettangolare presenta all’interno due corpi di fabbricato che s'intersecano fra loro dando vita a quattro vasti cortili interni.
Le due facciate rivolte rispettivamente su piazza d’Armi, e sul vasto giardino, sono in laterizio e travertino, e presentano un basamento a bugnato, nonché un doppio ordine di finestre tra le quali si inseriscono colonne e lesene, mentre al vertice spicca una e un balaustra.
L’ingresso alla reggia è preceduto da un vestibolo ottagonale adorno di venti colonne doriche che ospita alla destra e alla sinistra dei passaggi che conducono ai cortili interni, mentre frontalmente si apre un triplice porticato che immette al centro del palazzo.
Su un lato del vestibolo ottagonale si apre il magnifico scalone reale, capolavoro di architettura tardo barocca, che conduce al vestibolo superiore a pianta ottagonale, di fronte al quale si apre la Cappella Palatina, una sala rettangolare con volta a botte decorata da cassettoni, rosoni dorati e abside semicircolare.
Sul lato sinistro della cappella si aprono gli Appartamenti Reali preceduti dalle anticamere quali: la Sala degli Alabardieri con le pareti decorate da pannelli in stucco e la volta affrescata da una tela realizzata da Domenico Mondo, e raffigurante il Trionfo delle armi; la Sala delle Guardie del Corpo decorata da putti che reggendo bandiere, e pannelli ad altorilievo raffiguranti episodi storici dell'antichità; e infine la Sala di Alessandro il Grande, con la volta affrescata dal dipinto raffigurante le Nozze di Alessandro e Roxane, e le pareti occupate dai bassorilievi di stucco raffiguranti episodi della vita di Alessandro.
Gli appartamenti reali constano di tre sale: la Sala di Marte decorata in stile neoclassico con bassorilievi che rappresentano la Forza, la Prudenza e la Fama, un affresco nella volta rappresentante la “Morte di Ettore e Trionfo di Achille” ed il pavimento di marmo verde e alabastro ; la Sala di Astrea adornata di rilievi e stucchi dorati, e la volta occupata da un dipinto raffigurante Astrea, dea ella Giustizia, affiancata dalle divinità dell'Olimpo; la Sala del Trono, le cui pareti accolgono ventotto pilastri corinzi scanalati e binati, con architrave decorato dai ritratti dei quarantaquattro precedenti regnanti, e volta affrescata da un dipinto di Gennaro Maldarelli raffigurante la posa della prima pietra del Palazzo.
La visita alla reggia prosegue con l’Appartamento vecchio abitato da Ferdinando I di Borbone e Maria Carolina, preceduto da quattro sale dedicate alle stagioni, così chiamata per via degli affreschi allegorici che decorano le volte.
All’interno dell’appartamento vecchio si trova la famosa Sala Ellittica priva di decorazioni, che attualmente ospita il Presepe borbonico.
Da qui è possibile raggiungere le due ali della Pinacoteca dove sono state raccolte opere di pittori italiani e olandesi dell'Ottocento, quadri di battaglie e figurazioni di guerre.
La visita termina con il Teatro di corte realizzato tra il 1756 e il 1769, e accessibile da tre ingressi: quello centrale riservato al Re ed alla corte; e quelli laterali riservati agli invitati e al pubblico.
Il teatro con pianta a ferro di cavallo presenta quarantadue palchetti disposti su cinque ordini, tutti decorati da putti e festoni di fiori, e un Palco Reale sormontato dalla corona sorretta dalla Fama che suona la tromba.
Oltre alla costruzione del meraviglioso palazzo, Vanvitelli progettò anche la realizzazione del parco formato da prati, aiuole e fontane.
Il giardino all’Italiana comprende la cascata artificiale che attraversa il viale mediano del Parco, animato da fontane barocche, quali: la fontana del Canalone; la vasca dei tre delfini; la Fontana di Eolo; la fontana denominata Zampilliera; e la fontana che raffigura Venere e Adone, circondati da amorini e ninfe.
Nell'area del Giardino all'italiana si trova anche la Castelluccia, una fortezza in miniatura costruita nel 1769.
La Fontana Margherita chiude il giardino all'italiana e apre il percorso verso il giardino Inglese realizzato per volere di Maria Carolina, e ad opera del botanico inglese Andrew Graefer.
Oltre alle piante, ai vialetti e alle statue, si erge anche un Criptoportico che ospita undici statue provenienti da Pompei e dalla collezione Farnese.
Da ammirare il Bagno di Venere, un laghetto dal quale spunta la statua della dea posta su un masso che divide il corso d’acqua, e il casino all’inglese un fabbricato composto di due piani con pilastri dorici che sostengono un cornicione ornato da medaglioni.
Dal 1993 la reggia di Caserta ospita il Museo dell’Opera e del Territorio, nonché la sede della Soprintendenza ai Beni ambientali, artistici, architettonici e storici di Caserta, l’Ente provinciale per il turismo di Caserta, la Società di storia patria, la Scuola superiore della Pubblica amministrazione e la Scuola sottufficiali dell’Aeronautica militare.