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Basilica di San Francesco di Paola

La basilica di San Francesco di Paola situata alle spalle del colonnato di piazza del Plebiscito a Napoli, venne edificata tra il 1817 e il 1824 su commissione del re Ferdinando I delle Due Sicilie, e ad opera dell’architetto Pietro Bianchi.
Inaugurata nel 1836 da papa Gregorio XVI, la chiesa è preceduta esternamente da un pronao retto da sei colonne di ordine ionico, sovrastato da un architrave sul quale è scolpita la dedica a San Francesco di Paola: ” d.o.m.d. Francisco De Paula Ferdinandus ex voto a MDCCCXVI”.
Al di sopra del pronao spicca un timpano al cui vertice è collocata la statua raffigurante la Religione, mentre ai vertice si trovano rispettivamente le statue di San Francesco di Paola e San Ferdinando.
All’interno del porticato sono disposte, invece, le statue delle quattro virtù cardinali e delle tre virtù teologali, mentre ai lati della scalinata sono ospitate le due statue equestri raffiguranti il re Ferdinando e il padre, Carlo III di Spagna.
Da ammirare le tre cupole che sovrastano la basilica, di cui quella centrale è stata eretta su un alto tamburo.
La chiesa è preceduta internamente da un atrio, fiancheggiato da due cappelle, che immette al centro di una sala rotonda coperta dalla cupola retta da trentaquattro colonne di ordine corinzio alternate ad altrettanti pilastri.
Di fronte all’ingresso è collocato l'altare maggiore decorato da lapislazzuli e pietre preziose, ai cui lati sono disposti due Angeli Teofori in cartapesta dorata.
Da ammirare le otto statue disposte al di sopra del colonnato, raffiguranti San Giovanni Crisostomo, Sant'Ambrogio, San Luca, San Matteo, San Giovanni Evangelista, San Marco, Sant'Agostino, e Sant'Attanasio.
Pregevoli sono anche i dipinti sovrastanti gli altari delle cappelle, raffiguranti: San Nicola da Tolentino e San Francesco di Paola che riceve da un angelo lo stemma della carità, opera di Nicola Carta; l'Ultima comunione di San Ferdinando di Castiglia eseguito da Pietro Benvenuti; il Transito di San Giuseppe realizzato da Camillo Gerra, e infine l'Immacolata e morte di Sant'Andrea Avellino, opera di Tommaso de Vivo.