Castel Capuano
Castel Capuano a Napoli è così chiamato per la sua posizione a ridosso di Porta Capuana, che si apre sulla strada che conduceva all'antica Capua.
Sede della sezione civile del tribunale di Napoli, la fortezza venne edificata tra il 1140 e il 1160 su commissione del re di Sicilia, Guglielmo I, e ad opera dell'architetto Buono.
Al 1220 risalgono i primi lavori di ristrutturazione voluti da Federico II, allo scopo di trasformare la struttura in una degna residenza reale.
Durante il dominio degli Angioini, la corte venne spostata nella nuova fortezza, Castel Nuovo, al contrario Castel Capuano continuò ad ospitare alcuni membri della famiglia reale, e funzionari.
Fu Ladislao il Magnanimo, figlio di Carlo, a ristabilire la residenza reale presso Castel Capuano, mentre sua sorella Giovanna II fu costretta a rifugiarsi tra le mura di Castel Nuovo.
Con gli Aragonesi, la fortezza ebbe un ruolo marginale, mentre con l'annessione del Regno di Napoli alla corona di Spagna divenne sede del palazzo di giustizia, tutt’ora presente.
Il castello presenta esternamente una lapide sovrastante il portale d'ingresso, che celebra la vittoria di Carlo V a Tunisi e la data in cui il castello divenne sede della Corte di Giustizia.
La facciata accoglie anche un’aquila bicipite, stemma della casa reale di Spagna, le colonne d'Ercole binate, lo stemma dei Savoia, e un orologio del 1858.
Oltrepassato l’ingresso si giunge in un cortile delimitato da un portico sorretto da pilastri di ordine dorico, dove dipartono le scalinate che conducono agli ambienti interni del castello.
Da ammirare internamente il Salone della Corte d'Appello affrescato da Antonio Cacciapuoto con allegorie delle province del regno.
Peculiare bel suo aspetto è anche la sala dei Busti, al cui interno sono esposti i busti in marmo degli avvocati più famosi del foro di Napoli, mentre le pareti sono affrescate con dodici figure femminili rappresentanti le province del regno.
Segue la Cappella della Sommaria a pianta quadrata con pareti cieche, e volta affrescata da eleganti stucchi che raffigurano l'Ascensione, la Resurrezione, il Noli me tangere, Cristo che appare alla Madonna dopo la Resurrezione e la Pentecoste.
Le pareti della cappella, mentre, accolgono affreschi a tema religioso, ossia la Crocifissione, la Deposizione, La salita di Cristo al Calvario, Il Giudizio Universale, gli Eletti e Caronte che traghetta le anime dei peccatori. Da ammirare la tavola sovrastante l'altare, rappresentante il Compianto su Cristo morto.
All’interno della fortezza è ospitata anche una Biblioteca dove sono ospiti circa ottantamila volumi che vanno dal XVI al XVIII secolo.