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Chiesa del Gesù Nuovo

La chiesa del Gesù Nuovo conosciuta anche come Trinità Maggiore, è situata in piazza Gesù Nuovo, e venne edificata tra il 1584 ed il 1601 sulle fondamenta di palazzo Sanseverino.
Quest ultimo venne costruito intorno alla seconda metà del 1400 per volere di Roberto Sanseverino, a cui successe il figlio Antonello che a seguito di contrasti con la Corte Aragonese, dovette cedere i suoi beni e fuggire dalla città.
Dopo tanti anni di splendore, il palazzo nel 1584 venne venduti ai Gesuiti che senza indugio iniziarono i lavori di rifacimento di tutto il complesso, salvaguardano la facciata a bugne ed il portale marmoreo rinascimentale.
La facciata della chiesa è caratterizzata da bugne e piccole piramidi sporgenti verso l'esterno.
Al 1685 risalgono i bassorilievi delle mensole su cui poggia il fregio superiore, la collocazione delle due colonne laterali che prolungano la cornice, e la frattura del frontone in due parti al fine di inserirvi uno scudo ovale a ricordo della generosità della principessa Isabella Feltria della Rovere. Alla sommità laterale della facciata sono collocati anche gli stemmi dei Sanseverino e dei della Rovere, mentre sull'architrave vi è un fregio decorato da cinque tese che sostengono dei festoni di frutta.
La chiesa presenta internamente un impianto a croce greca con tre navate e una ricca decorazione marmorea realizzata dal Fanzago nel 1630.
Le controfacciate furono affrescate da Francesco Solimena, mentre gli affreschi delle volte a botte sono opera di Belisario Corenzio e Paolo De Matteis.
Pregevoli anche gli affreschi della tribuna realizzati da Massimo Stanzione, e quelli dei transetti raffiguranti Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, opera di Belisario Corenzio e Paolo De Matteis.
Da ammirare la cupola con calotta sferica scandita da finestre lunettate.
Il transetto accoglie due organi sopraelevati risalenti al XVII secolo, mentre l'abside accoglie l'altare maggiore realizzato da Giuseppe Grossi.