ByItaly
  Italiano   
Ischia
Firenze
Tremiti
Caserta
Venezia

Duomo di Napoli

Il duomo di Napoli situato nell’omonima piazza della città, è dedicato a Santa Maria Assunta, e fu edificato a partire dal XIII secolo su commissione di Carlo II di Napoli.
Tra il Quattrocento e l'Ottocento la struttura venne decorata, mentre tra il 1497 e il 1508 venne terminata la costruzione della Cappella del Succorpo, abbellita da Tommaso Malvito.
Seguirono i lavori per la realizzazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, ad opera di Francesco Grimaldi, il cui tetto nel 1621 venne coperto da un cassettonato in legno.
Tra il 1969 e il 1972, la struttura venne sottoposta a interventi di rifacimento finalizzati a ripristinare i danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; durante gli scavi vennero portati alla luce resti archeologici romani, greci e altomedioevali, oggi esposti agli Scavi archeologici del Duomo.
La facciata della cattedrale realizzata alla fine dell’800 da Enrico Alvino, accoglie tre portali, di cui quello laterale sinistro ospita sulla cuspide San Giovanni IV , all’interno delle edicole i Santi vescovi Pomponio e Nostriano, e nella lunetta la statua di Sant’Atanasio; il portale laterale destro presenta sulla cuspide la scultura di Sant’Eustazio, nelle edicole i Santi vescovi Fortunato e Massimo, e nella lunetta la statua di Sant’Aspreno; il portale centrale accoglie due leoni risalenti al 1300 e all’interno della lunetta una scultura raffigurante la Madonna con Bambino.
Il duomo presenta internamente un impianto a croce latina a tre navate divise da sedici pilastri, otto per lato, con fusti appartenenti ad antiche colonne romane sui quali poggiano gli archi ogivali.
Il soffitto è a cassettoni intagliato e dorato, impreziosito da tele raffiguranti la Natività e l’Epifania, opere di Fabrizio Santafede, la Visita a Sant’Elisabetta e la Presentazione al tempio, realizzate da Girolamo Imparato, e infine l’Annunciazione di Giovanni Vincenzo da Forlì.
Da ammirare i dipinti situati sulla sommità delle pareti della navata e del transetto raffiguranti gli Apostoli, i Padri della Chiesa e i Dottori della Chiesa, opera di Luca Giordano, nonché le tele collocate nel transetto destro rappresentanti San Giovanni Crisostomo e San Cirillo, opera di Francesco Solimena.
Al di sopra dei pilastri della navata centrale si aprono quattordici edicole entro cui si trovano i busti raffiguranti tutti i vescovi italiani.
Peculiare è anche il basamento del trono episcopale risalente al 1376, commissionato dal Cardinale Bernardo III de Rhodez, e situato sotto l’arco trionfale ai piedi del transetto; ciò che rimane sono le colonnine a spirali, e le insegne del Cardinale affiancato dallo stemma di Papa Gregorio XI.
Da ammirare anche il pulpito marmoreo realizzato nel XVI secolo da Antonio Caccavello, il bassorilievo frontale raffigurante Gesù predicante, e un fonte battesimale caratterizzato da una cupola semisferica sorretta da quattro colonne marmoree, e sormontata da un gruppo bronzeo raffigurante il Battesimo di Gesù.
Tra le tante cappelle della cattedrale di Napoli, citiamo le tre più importanti, ossia la Cappella del Succorpo, la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, e la Cappella di Santa Restituta.
La prima cappella corrispondente alla cripta del duomo, venne edificata tra il 1497 e il 1506 in stile rinascimentale su commissione del cardinale Oliviero Carafa.
La cappella dalla forma rettangolare è internamente rivestita in marmi e divisa in tre navate separate da colonne che sostengono il soffitto a cassettoni; al di sotto dell'altare è custodita l'urna contenete il corpo di San Gennaro.
La Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro è nota non solo perché conserva gelosamente le reliquie ed il sangue di San Gennaro, ma anche per i suoi marmi, affreschi, dipinti e altre opere d’arte del barocco napoletano seicentesco.
Realizzata su progetto dell’architetto Francesco Grimaldi, la cappella custodisce numerose opere artistiche tra cui ricordiamo il paliotto dell’altare maggiore in argento a sbalzo raffigurante varie scene di vita popolare e religiosa, nonché il busto del Santo Patrono in argento, nel cui capo sono conservate le ossa del cranio di San Gennaro.
Infine, ricordiamo la Basilica di Santa Restituta raggiungibile dalla navata sinistra, realizzata nel lontano IV secolo da Costantino I.
La struttura anticamente era divisa in cinque navate ciascuna era dotata di un proprio ingresso.
Dell’originaria basilica si conservano tracce di colonne, resti di pavimento e archi, nonché il meraviglioso Tabernacolo realizzato da Tommaso Malvito, seguito dai dipinti sul soffitto di Luca Giordano.