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Torre degli Asinelli

Le torri di Bologna con funzione sia militare che gentilizia tra il XII ed il XIII secolo ne erano davvero tante, secondo alcuni la città ne vantava ben centotto.
Le ragioni della loro realizzazione risalgono alla lotta per le investiture, ad opera delle famiglie più ricche che le utilizzavano come strumento di offesa e/o di difesa.
Al XIII secolo alcune di queste furono demolite mentre altre furono utilizzate come carceri, torri civiche, negozi, abitazioni.
Delle tante torri oggi ce ne sono solo venti, tra cui la Torre Azzoguidi alta 61 metri, la Torre Prendiparte alta 60 metri, la torre Scappi alta 39 metri, la torre Uguzzoni alta 32 metri, la torre Guidozagni, e le famose due torri Asinelli e Garisenda.
La torre degli Asinelli, simbolo della città, deve il nome all'omonima famiglia che la costruì fra il 1109 ed il 1119.
Alcuni testi affermano che la torre inizialmente era alta una sessantina di metri e che solo successivamente sia stata sopraelevata agli attuali 97,2 metri.
Nel XIV secolo la proprietà della torre era del Comune che la utilizzò come prigione e fortilizio.
Coeva è la realizzazione di una costruzione in legno unita con una passerella aerea all'altra torre Garisenda voluta da Giovanni Visconti, Duca di Milano, al fine di controllare il Mercato di Mezzo.
La torre subì ingenti danni soprattutto a causa dei fulmini per cui nel 1824 fu installato un parafulmine e successivamente anche un ripetitore televisivo della RAI.