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Castello Estense

Il Castello Estense è stato realizzato nel 1385 dall’architetto Bartolino da Novarae per volere del marchese Niccolò II d'Este.
Inizialmente utilizzato come strumento di controllo politico e militare, la fortezza sorse intorno alla Torre dei Leoni risalente al XIII secolo alla quale si aggiunsero altre tre torri: Marchesana a sud-est, S. Paolo a sud-ovest e S.Caterina a nord-ovest.
Ai primi anni del Cinquecento, risale la realizzazione su commissione del duca Alfonso I, della grande Sala delle Cucine sulle fondamenta dell’antica Porta del Leone.
Al livello del fossato, invece, erano collocate le prigioni del Castello, dove venivano rinchiusi personaggi illustri e d’alto rango.
Accanto alle prigioni si trova la Sala del Cordolo che fungeva da posto di guardia. Il nome si riferisce al cordolo di marmo che attraversa la sala e che corre lungo tutta la parete.
Interessante è anche la loggia degli Aranci con le quattro arcate a tutto sesto e il giardino pensile che nel 1531 è stato dotato di un muretto perimetrale merlato.
All'interno del castello si trova anche il camerino dei Baccanali, un piccolo studiolo, dove il Signore era solito svolgere l’attività intellettuale, ma che verso la fine del Cinquecento è stato trasformato in un luogo adibito alla raccolta di opere d’arte.
Da non perdere la visita alla cappella Ducale realizzata tra il 1590 e il 1591 su commissione di Alfonso II. La volta della cappella presenta bellissimi affreschi che raffigurano i quattro Evangelisti tra medaglioni recanti l’aquila estense.
Altra sala è quella denominata dell’Aurora, già stanza privata di Ercole II, la cui volta è affrescata con scene che ripropongono l'allegoria della vita umana, scandita dal rapido volgere dell’età.
Dalla sala dell'Aurora si accede alla saletta dei Giochi così chiamata per gli affreschi della volta che affrontano il tema delle arti ed esercizi ginnici completato con dei putti impegnati nel gioco dei birilli e della trottola. Da visitare anche l’appartamento della Pazienza inscritto nel perimetro della Torre di Santa Caterina e caratterizzato da una camera adiacente, un toresino, un salotto, una loggia e da un piccolo giardino pensile.
Al piano nobile si trova, invece, l’“Appartamento della Pazienza” il cui l’aspetto attuale è il frutto dei lavori di rifacimento degli anni Trenta e del Novecento. Da qui si eccede alla “Galleria” realizzata per volere del duca Ercole II nel 1554 che si estende lungo tutta la cortina di collegamento tra le torri di Santa Caterina e di San Paolo.
Le pareti della sala nobiliare della torre di Santa Caterina sono decorate con le immagini di Diana e di altre divinità, mentre sul soffitto si trovano raffigurate le quattro stagioni.
L’ambiente di grande qualità artistica è l’anticamera del governo che presenta un impianto decorativo caratterizzato da pregevoli grottesche negli sguinci delle finestre e nella piccola volta del soffitto.
Da qui si accedeva alla sala del Governo dove venivano svolte le funzioni di governo e di esercizio della giustizia. Il locale presenta un ricco soffitto ligneo a lacunari di diverse forme, ovali, ottagonali, esagonali, romboidali, arricchito da una decorazione pittorica policroma e luminosa.
Altra sala da visitare è quella dei “paesaggi” il cui soffitto a padiglione, presenta una stratificazione pittorica contraddistinta da tre fasi avvenute tra la prima metà del Settecento e l'Ottocento.
I dipinti raffigurano Poseidone, dio del mare armato di tridente, e una figura femminile che stringe nella mano destra spighe di grano, collocata accanto a un mulino che rimanda al lavoro nelle campagne, identificabile con la Terra. L La sala degli stemmi è l’ambiente che ricorda la trasformazione del Castello da struttura militare a Palazzo del Governo.
Originariamente si presentava divisa in due ambienti, dove erano disposti oggetti, marmi e sculture della collezione estense, mentre nella saletta stavano gli oggetti di piccole dimensioni, per lo più vasi e bronzetti.
Fra la volta di copertura e l'attacco alle pareti vi sono dipinti gli stemmi dei pontefici sotto i quali sono gli stemmi dei cardinali legati che avevano avuto da quei papi il mandato di esercitare la giurisdizione civile e politica dei beni della Chiesa.