Basilica di San Pietro
La basilica di San Pietro in Vaticano situata nella monumentale Piazza San Pietro, è considerata la più grande chiesa del mondo e centro del cattolicesimo.
La sua edificazione fu iniziata nel 1506 sotto papa Giulio II e terminò nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII.
La basilica si erge nel luogo in cui sorgeva una preesistente chiesa risalente al IV secolo ed eretta dall'imperatore romano Costantino I.
In questo luogo la tradizione vuole che sia seppellito san Pietro, uno degli apostoli di Gesù e primo papa del Cristianesimo.
La basilica di Costantino sotto papa Niccolò V fu interessata da un programma di ristrutturazione, e che però non fu mai portato al termine.
Seguì il pontificato di Giulio II al quale si deve la decisione di realizzare una nuova colossale basilica, affidandone il progetto all’architetto Donato Bramante, il quale propose un impianto a croce greca, caratterizzato da una grande cupola emisferica collocata nella parte centrale della basilica.
Nel 1513 papa Giulio II morì, seguito dall’architetto Bramante nel 1514, al quale furono si sostituirono gli architetti Raffaello Sanzio e Baldassarre Peruzzi.
Questi apportarono delle modifiche al progetto, quali il ripristino dell’impianto basilicale, con un corpo longitudinale a tre navate, che però non furono portati al termine a seguito di due episodi: la morte di Raffaello e il Sacco di Roma.
I lavori ripresero sotto papa Paolo III, ad opera di Antonio da Sangallo il Giovane che propose di affiancare all'impianto centrale un avancorpo a sua volta fiancheggiato da due torri campanarie, mentre la cupola si sarebbe elevata con una volta a sesto rialzato con un doppio tamburo.
A Sangallo, morto nel 1546, successe Michelangelo Buonarroti, che tornò alla pianta centrale disegnando su un lato anteriore una facciata porticata sormontata da un attico.
Michelangelo decise di realizzare un impianto basilicale con una croce centrata su un ambulacro quadrato in modo tale da valorizzare la cupola, che fu però portata al termine da Giacomo Della Porta che subentrò dopo la sua morte.
Nel 1602, papa Clemente VIII commissionò il completamento dei lavori a Carlo Maderno, al quale si deve l'aggiunta di un corpo longitudinale che conferisce alla basilica una pianta a croce latina, e allo stesso tempo mitiga l’imponenza della cupola sulla piazza.
Il progetto di Carlo Moderno prevedeva la realizzazione di due torri campanarie ai lati della facciata, che per problemi statici non furono edificate, e allo stesso tempo determinarono la sospensione dei lavori e l'abbattimento di quanto eseguito fino ad allora.
A Gian Lorenzo Bernini, artefice della piazza antistante la basilica, si devono alcuni perfezionamenti finalizzati a conferire più slancio al prospetto della basilica, basti pensare alla scalinata d’ingresso alla Chiesa limitata solo alla parte centrale, e al piano di calpestio situato vicino al livello della piazza.
Al 1626 risale la consacrazione della basilica ad opera di papa Urbano VIII.
La facciata della basilica di San Pietro, realizzata da Carlo Maderno fra il 1607 ed il 1614, è articolata per mezzo di colonne d'ordine gigante che delimitano gli ingressi e la Loggia delle Benedizioni, e accoglie nella parte sottostante un altorilievo di Ambrogio Buonvicino, intitolato Consegna delle Chiavi, del 1614.
La facciata è preceduta da due statue raffiguranti san Pietro e san Paolo, sulla sommità delle quali sono disposte le statue di Gesù, Giovanni Battista e di undici dei dodici apostoli.
Lateralmente, mentre, spiccano due orologi risalenti al 1785, dei quali quello di sinistra presenta nella parte sottostante una campana.
Lungo tutta la larghezza della facciata si estende un portico dove si aprono i cinque accessi alla basilica. L'atrio è caratterizzato dalla presenza di due statue equestri, di cui quella di sinistra rappresenta Carlo Magno, mentre quella a destra riproduce Costantino, creata per sottolineare l'ingresso ai Palazzi Vaticani.
La parete sopra l'accesso principale alla basilica presenta un frammento del mosaico della Navicella degli Apostoli di Giotto.
Delle cinque porte di ingresso alla basilica, quella situata all’estrema sinistra è nota come Porta della Morte poiché da qui escono i cortei funebri dei Pontefici.
Questa porta è divisa in quattro riquadri: il primo accoglie la raffigurazione della deposizione di Cristo e della assunzione al cielo di Maria; nel secondo sono raffigurati i simboli della Eucarestia ( pane e vino); nel terzo è affrontato il tema della morte attraverso la raffigurazione dell’uccisione di Abele, la morte di Giuseppe, la morte in esilio di Gregorio VII e sei animali nell'atto della morte.
Segue la Porta del Bene e del Male di Luciano Minguzzi realizzata tra il 1970 e il 1977.
La Porta Centrale, denominata Porta del Filarete, presenta due battenti di bronzo, ciascuno dei quali è diviso in tre riquadri sovrapposti.
Nei riquadri in alto è raffigurato il Cristo in trono affiancato sulla destra dalla Madonna in trono; nei riquadri centrali sono raffigurato san Pietro e San Paolo, nel momento in cui il primo consegna le chiavi a papa Eugenio IV; nei riquadri inferiori è rappresentano il martirio dei due santi, ossia la decapitazione di san Paolo e la crocifissione di san Pietro.
Alla destra della porta centrale si trova la Porta dei Sacramenti, che reca la rappresentazione di un angelo che annuncia i sette sacramenti.
Segue la Porta Santa in bronzo, caratterizzata da sedici formelle sovrastate da iscrizioni.
La basilica di San Pietro è internamente articolata in tre navate per mezzo di pilastri sui quali si aprono gli archi a tutto sesto.
La navata centrale è coperta da una volta a botte che termina dietro al Baldacchino di San Pietro, nella monumentale Cattedra.
Peculiare è il pavimento marmoreo caratterizzato da elementi provenienti dalla precedente basilica, come il disco in porfido rosso egiziano.
Le superfici interne sono totalmente ricoperte di mosaici realizzati da artisti come Pietro da Cortona, Giovanni De Vecchi, Cavalier d'Arpino e Francesco Trevisani.
Lungo le navate si aprono ben undici cappelle, nonché sono disposti circa quarantacinque altari.
Le cappelle ospitano capolavori di inestimabile valore storico ed artistico, basti pensare alla statua bronzea di San Pietro di Arnolfo di Cambio.
Da ammirare nella prima cappella a destra la celebre Pietà di Michelangelo, che colpisce per l'armonia e il candore delle superfici.
Seguono la Cappella di San Sebastiano che custodisce un dipinto di Domenichino e la Cappella del Santissimo Sacramento decorata da Pietro da Cortona.
La navata destra termina con la Cappella Gregoriana ricavata nell'ambulacro che corre intorno alla cupola.
Sul lato opposto si trova la Cappella della Vergine della Colonna al cui interno è custodita una pala d'altare in marmo di Francesco Algardi, mentre accanto si erge il monumento a papa Alessandro VII del Bernini.
Oltrepassando il transetto si apre la Cappella Clementina dove sono custodite le spoglie di Gregorio Magno.
La navata termina con la Cappella del Battesimo decorata da Carlo Fontana.
Tra le tante altre opere citiamo: la tomba di papa Urbano VIII realizzata da Gian Lorenzo Bernini; il monumento a Clemente XIII di Antonio Canova; la tomba di Innocenzo VIII di Antonio Pollaiolo; il monumento a Leone XI di Alessandro Algardi, e la tomba di Pio VII di Bertel Thorvaldsen.
L’opera artistica più importante è senza dubbio il Baldacchino di San Pietro in stile bizantino.
Eseguito per indicare il luogo dove sarebbe sepolto il santo, fu realizzato da Gian Lorenzo Bernini tra il 1624 e il 1633 su commissione di papa Urbano VIII.
In questo capolavoro l’artista mescolò scultura e architettura dando vita ad un catafalco dalle dimensioni straordinarie, e che sostanzialmente si sostituisce al solito ciborio.
Il baldacchino presenta quattro colonne tortili ad imitazione del Tempio di Salomone con capitelli e basamenti, e il ciborio della vecchia basilica; il tutto è attraversato da elementi naturalistici come tralci di lauro, lucertole e api, che fanno parte dello stemma della famiglia papale.
La parte superiore dalla struttura a dorso di delfino, è caratterizzata dalla presenza di statue di angeli e putti che reggono i festoni, mentre i drappi sotto la trabeazione sono in movimento come mossi dal vento.
Alla sommità del baldacchino è collocato il globo con la croce.
Della basilica di San Pietro merita un capitolo a sé la maestosa cupola, realizzata in soli due anni da Giacomo Della Porta su progetto di Michelangelo.
La cupola è costituita da due calotte sovrapposte, di cui quella interna è la portante, mentre quella esterna, rivestita in lastre di piombo, è posta a protezione della prima.
Al 1593 risale la costruzione della lanterna dotata di colonne binate.
Delle iniziali quattro cupole ornamentali, solo due furono portate a termine, e precisamente le cappelle Gregoriana e Clementina.
La decorazione interna è stata realizzata secondo la tecnica del mosaico.
Tra il baldacchino e la Cattedrale è collocato l'organo della Basilica realizzato da Tamburini nel 1962.
I suoi due corpi rispettivamente in Cornu Epistulae ed in Cornu Evangelii, corrispondono ai due organi costruiti all'inizio del XX secolo dagli organari Carlo Vegezzi-Bossi e Walker.
La basilica di San Pietro vanta la presenza di ben sei campane, delle quali la prima è il Campanone situato sotto l'orologio in facciata.
Seguono il Campanoncino e la Rota, che in passato chiamava a raccolta gli Uditori del Tribunale della Rota Romana.
La quarta campana è la Predica, seguita dall'Ave Maria e dalla Campanella.
Esternamente alla basilica si erge la sacrestia, un edificio caratterizzato da due corridoi sostenuti da arcate a sesto ribassato che la collegano alla navata di San Pietro.
All’interno della sagrestia si apre la sala ottagonale coperta da una grande cupola, che a sua volta è affiancata dalle sacrestie dei Canonici e dei Beneficiati, nonché dalla Sala del Capitolo e da quella del Tesoro.