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Basilica di Santa Maria in Ara Coeli

La basilica di Santa Maria in Aracoeli situata sul colle del Campidoglio, fu edificata sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta nel VI secolo, e deve l’attuale aspetto romano-gotico all’ordine dei Francescani che nel 1250 ricevettero la proprietà del sito da Innocenzo IV.
Questi trasformarono l’edificio oltre che in un luogo di culto, anche in un centro politico dove si tenevano le assemblee popolari del libero comune.
Al 1348 risale la progettazione e realizzazione dell’imponente scalinata, come voto alla Vergine affinché ponesse fine alla peste, in marmi di spoglio.
Nel 1797 però a seguito dell’occupazione di Roma da parte dei Francesi, i frati vennero messi in fuga e la chiesa venne ridotta in stalla.
La situazione cambiò seppur parzialmente con la fine della Roma napoleonica, ma dopo il 1870 la chiesa si trovò al centro dei lavori di demolizione per la costruzione del Vittoriano e riuscì a salvarsi, mentre venivano distrutti l'antica sagrestia, il convento e la Torre di Paolo III.
La chiesa è internamente divisa in tre navate a tutto sesto, con copertura in legno a cassettoni e un pavimento cosmatesco.
Da ammirare nella Cappella Bufalini gli affreschi del Pinturicchio che illustrano le storie di San Bernardino, nonché una tavola con una "Trasfigurazione" di Girolamo Siciolante da Sermoneta, e la pietra tombale di Giovanni Ceivelli realizzata dal Donatello.
All’interno della chiesa fino al 1994 era custodita una scultura in legno del "Santo Bambino", intagliata nel XV secolo con il legno d'olivo proveniente dal Giardino dei Getsemani e ricoperta di preziosissimi ex-voto.