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Catacombe di Roma

Le catacombe di Roma erano le aree cimiteriali sotterranee riservate agli ebrei e ai cristiani, appossitamente scavate nel tufo, e specificatamente situate al di fuori della cinta muraria della città.
I primi nuclei cimiteriali risalgono alla fine del II secolo, e nel III secolo se ne contavano ben venticinque.
Nonostante questa tradizione venne abbandonata già nel V secolo, le catacombe continuarono comunque ad essere meta di pellegrini.
Tra VIII e il IX secolo, a causa dei continui saccheggiamenti da parte dei barbari, fu deciso di traslare le sacre reliquie dalle catacombe alle chiese.
Queste antichissime aree cimiteriali sono costituite da gallerie sotterranee denominate “ambulacra”, all’interno delle quali erano ricavate le tombe o loculi che normalmente risultavano disposti su file verticali.
Alcune catacombe romane, però, presentano anche la sepoltura ad “arcosolio”, caratterizzata da una nicchia arcuata sovrastante una lastra in marmo orizzontale che chiudeva la tomba.
Lungo i corridoi si possono ammirare anche i cubicoli, le camere sepolcrali, le cripte, e le cappelle decorate con affreschi.
Tra le numerose catacombe ricordiamo quelle: di Priscilla; di San Callisto; dei Santi Marcellino e Pietro; di San Sebastiano; di Santa Felicita; di Via Anapo; di Villa Torlonia; e di San Zotico.