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Chiesa di Trinità dei Monti

L’area dove oggi si erge la chiesa di Trinità dei Monti era di proprietà del re di Francia, Luigi XII, e la sua edificazione fu proprio da lui commissionata nel 1502, allo scopo di concederla ai religiosi di nazionalità francese dell'Ordine di San Francesco da Paola.
I lavori iniziarono nel 1527 e terminarono nel 1587, e furono diretti dagli architetti Giacomo Della Porta, Annibale Lippi e Gregorio Caronica.
Consacrata nel 1585 dal pontefice Sisto V, la struttura religiosa in stile gotico è rivestita con pietre provenienti dalla città francese di Narbonne.
La facciata della Chiesa di Trinità dei Monti presenta un solo ordine di lesene e termina con un attico decorato da un lunotto nella parte centrale, e da una balaustra; da ammirare i due campanili simmetrici con cupolino ottagonale. Internamente è ad una sola navata sulla quale si aprono sei cappelle laterali all’interno delle quali sono custodite delle importanti opere d’arte, basti pensare alla Deposizione e all’Assunzione di Daniele da Volterra, allievo di Michelangelo.
La chiesa accoglie anche le spoglie del cardinale Du Belly e l'immagine miracolosa della Vergine conosciuta come “mater Admirabilis”.
Nel 1828 dopo una serie di vicissitudini, la chiesa con l’annesso convento furono donati alle Suore dell'Istituto del Sacro Cuore, che tuttora gestiscono una scuola considerata tra le più aristocratiche della città.
Davanti alla chiesa si erge l'obelisco Sallustiano (alto 13.91 metri) di granito rosso e decorato da una croce affiancata da un simbolo diverso da quello pontificio, ossia il giglio di Francia.
In passato, la piazza di Trinità dei Monti si raggiungeva dalla zona bassa solo attraverso due strade ripide e fangose, ma nel 1660 il cardinale Mazzarino ebbe l'idea di far costruire una scalinata, mai però portata a compimento.
Il progetto venne ripreso nel 1720 dall’architetto Francesco de Sanctis e approvato dai Francesi e da papa Innocenzo XIII Conti.
La costruzione della famosissima scalinata di Trinità dei Monti venne portata a termine nel 1726, e alterna tratti curvi, tratti diritti e terrazze.
L’opera monumentale presenta una successione di rampe di 12 gradini ognuna, ai quali vanno aggiunti i quattro gradini iniziali; lungo la scalinata è importante notare i cippi con i gigli di Francia, le aquile di Innocenzo XIII Conti, e due grandi iscrizioni in latino del 1725.