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Fontana di Trevi

La settecentesca Fontana di Trevi, progettata da Nicolo Salvi, è considerata una delle più celebri fontane del mondo.
Fu proprio grazie ad Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, e alla costruzione da lui voluta dell'acquedotto Vergine che ha inizio la storia della realizzazione della fontana di Trevi.
Intorno al 1600 il pontefice Innocenzo X Pamphilj decise di affidare al Borromini il trasporto dell'acqua Vergine sino a Piazza Navona per realizzare una mostra monumentale dinanzi al proprio palazzo, che però non sarà mai portata al termine.
Seguì Papa Innocenzo XIII che nel 1700 allargò la proprietà di famiglia fino alla piazza di Trevi, e il palazzo Poli.
Nel 1731 il successore Papa Clemente XII Corsini decise di commissionare a Nicolò Salvi la costruzione di una grande mostra d'acqua che avrebbe dovuto occupare l'intera facciata del palazzo Poli.
Salvi iniziò la costruzione della fontana nel 1732, secondo un progetto che unisce influenze barocche e classiciste, e improntato sull’idea di narrare la storia dell'Acqua Vergine.
La fontana fu inaugurata per ben due volte, di cui la prima nel 1735 per volere di Papa Clemente XII, quando i lavori non erano ancora stati terminati, e una seconda nel 1744 da parte di Papa Benedetto XIV.
Al 1747 risale il compimento della prima fase dei lavori, portati al termine nel 1762 da Giuseppe Panini che prese il posto di Niccolò Salvi, morto nel 1751.
La fontana occupa tutto il lato minore di palazzo Poli, il cui prospetto presenta una grande nicchia centrale fiancheggiato da quattro colonne corinzie che sorreggono un attico sovrastato dallo stemma di Clemente XII e decorato da una balaustra con quattro statue che raffigurano le altrettante stagioni .
All’interno della nicchia centrale si erge la statua di Oceano adagiato su un carro a forma di conchiglia trainato da cavallucci marini, a loro volta preceduti da tritoni, il tutto opera di Pietro Bracci.
La statua è affiancata nelle nicchie laterali dalle statue della Salubrità e dell'Abbondanza, di Filippo della Valle; al di sopra delle due nicchie vi sono due bassorilievi raffiguranti, uno la leggenda di Agrippa che approva il progetto dell'acquedotto e l'altro la vergine romana che indica ai soldati assetati le sorgenti dell'acqua.
La fontana termina con la scogliera che si allarga fino a coprire la base del palazzo e si immerge nella vasca che simboleggia il mare.
La fontana di Trevi è legata a leggende e aneddoti come il lancio della monetina che si pensa possa favorire un ritorno nella città.