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Foro di Cesare

Giulio Cesare fu il primo a realizzare il proprio Foro con lo scopo non solo di auto celebrarsi ma anche di ampliare gli spazi del centro politico, amministrativo e religioso della città.
Da lui stesso inaugurato nel 46 a.C. il foro si erge nell’area che tra il XII e il XI secolo a. C. era stata utilizzata come necropoli.
Il Foro di Cesare era caratterizzato da una piazza porticata, con il lato di fondo chiuso da un tempio.
La piazza era lunga e stretta, con duplice porticato su tre lati e con al centro del lato di fondo il tempio dedicato a Venere, mentre al centro si ergeva la statua equestre di Cesare.
Attualmente possiamo ammirare oltre metà della superficie originaria del complesso.
L'angolo sud è inserito nell'area archeologica del Foro Romano, mentre il lato sud-occidentale comprendeva il podio del tempio di Venere Genitrice, i resti della Basilica Argentaria e un tratto del portico occidentale.
Sul lato sud-occidentale dietro i portici si aprivano una serie di botteghe, la cui muratura era in blocchi di tufo e di travertino, mentre la copertura si presume fosse in legno.
La facciata era caratterizzata da una serie di aperture separate da piattabande in blocchi e coronate da un arco a tutto sesto.
Durante l’epoca traianea le botteghe vennero coperte da volte a botte in cementizio e sopraelevate da ambienti in opera laterizia.