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Foro di Traiano

Il Foro di Traiano fu realizzato per volere dine dell'imperatore dell’omonimo imperatore con il bottino ricavato dalla conquista della Dacia, nel 106.
Inaugurato nel 112, il foro si presume sia stato edificato dall'architetto Apollodoro di Damasco, sulla base del progetto della pianta degli accampamenti militari, al fine di esaltare la politica bellica traianea.
Naturalmente vi erano anche elementi che sottolineano la pacificazione ottenuta con la guerra, basti pensare ai fregi figurati degli edifici, con grifoni, sfingi, Vittorie e Amorini.
Il foro fu sede di cerimonie pubbliche di vario genere, mentre le basiliche erano sede dei tribunali e dell'attività giudiziaria.
Il Foro di Traiano, incastonato tra il Foro di Cesare e il Foro di Augusto, comprende la piazza forense, la basilica Ulpia, un cortile porticato con la colonna Traiana e le due biblioteche.
Da non dimenticare l’ingegno dell’architetto Apollodoro, che per sistemare le pendici del Quirinale verso il nuovo Foro, decide di realizzare a ridosso dell'esedra orientale i Mercati di Traiano.
Il Foro era caratterizzato da una piazza rettangolare col lato d'ingresso e con portici sui due lati, chiusa sul fondo dalla Basilica Ulpia e decorata dalla statua equestre di Traiano. La pavimentazione risultava formata da lastre rettangolari di marmo bianco.
Al foro si accedeva dall’ingresso principale che era decorato da un celebre fregio con grifi sorgenti da ceppi d'acanto.
I portici laterali presentavano due esedre semicircolari coperte, ciascuna delle quali aveva una nicchia centrale, inquadrata da colonne in granito.
Delle due esedre oggi possiamo ammirare quella orientale della quale resta una parte della pavimentazione marmorea con tracce dei pilastri che la separavano dal portico.
A seguito del ritrovamento in questa zona di tre statue (un togato, un loricato e un altro togato seduto) nel marmo tasio, si pensa che in questa esedra erano collocate opere d'arte.
Al contrario le teste di Nerva e di Agrippina collocate negli scudi dell'attico, originariamente facevano parte della galleria degli imperatori.
Il portico con colonne di ordine corinzio, era sopraelevato da due attici con sculture di Daci prigionieri alternati a scudi con soggetto imprecisato.
La pavimentazione interna del portico era in marmo decorato con quadrati in cui si iscrivevano alternativamente quadrati più piccoli o cerchi, in marmo giallo antico, mentre il muro di fondo era ritmato da lesene.
Il lato di fondo della piazza era occupato dalla Basilica Ulpia, la cui facciata era aperta da tre avancorpi, sormontati da un attico con sculture di Daci alternate a pannelli decorati da cataste di armi.
La basilica al suo interno era circondata sui quattro lati da due file di colonne, che distinguevano le navate laterali.
Le due sopraccitate biblioteche site alle spalle della Basilica, consistevano in due ampie aule rettangolari coperte a volta, con nicchie sulle pareti accessibili per mezzo di gradini, e pavimentati con grandi lastre in granito grigio, riquadrate da fasce in marno giallo antico.