Foro Romano
Il Foro Romano situato nella valle compresa tra il Palatino ed il Campidoglio, era per gli antichi romani il centro commerciale, religioso e politico della città.
L’area del Foro, conseguenza dell'erosione dei tanti fiumi che si versano nel Tevere, è descritta dagli scrittori antichi come una valle paludosa e inospitale, basti pensare che dall’IX secolo a.C. e fino agli ultimi decenni del VII, questa zona veniva utilizzata come sepolcreto.
I primi insediamenti ci furono grazie all’opera di bonifica di Tarquinio Prisco, che grazie ad un sistema di fognature riuscì a drenare il fondo paludoso.
Da qui la realizzazione della pavimentazione in tufo e la costruzione di una piazza di forma rettangolare utilizzata per lo svolgimento della vita politica e giudiziaria
Alla seconda metà del VI secolo a.C. risalgono i primi monumenti del Comizio, sede dell'attività politica di Roma, come la Regia, la Curia e il tempio di Vesta.
Agli inizi del V secolo a.C. risalgono il tempio di Saturno, il tempio dei Càstori, e il Lacus Curtius ad opera del Console Gaio Curzio Filone.
Al IV secolo a.C. risale la costruzione del tempio della Concordia, in occasione dell'accordo tra patriziato e plebe.
Nel II secolo a.C., l’imperatore Silla decise di erigere il Tabularium, e le quattro basiliche, destinate all'amministrazione della giustizia ed allo svolgimento degli affari; di quest ultime è tuttora visibile solo la Basilica Emilia.
Al contrario le basiliche Porcia e Sempronia sono state sostituite dalla Basilica Giulia, eretta per volere di Cesare.
Il foro fu sistemato definitivamente da Cesare e da Augusto, ai quali si deve la costruzione delle due grandi basiliche (Emilia e Giulia), dei nuovi Rostra e del tempio del Divo Giulio incorniciato dall’Arco trionfale di Augusto e dal portichetto dell'Arco di Gaio e Lucio Cesari.
All’epoca Flavia risale la realizzazione del Tempio di Vespasiano, mentre al di fuori dell'area del Foro fu edificato l'arco di Tito.
Al II secolo risalgono: il Tempio di Antonino e Faustina, successivamente inglobato dalla chiesa di San Lorenzo in Miranda; e il Tempio di Venere e Roma di Adriano.
Da non dimenticare l'arco di Settimio Severo risalente agli inizi del III secolo e situato sul percorso della via Sacra.
All’impero di Diocleziano risalgono le cinque colonne sorrette da alti basamenti in muratura, ed erette in memoria della Tetrarchia.
Del IV secolo è la basilica di Massenzio, imperatore al quale si deve anche la costruzione dell’ingresso rotondo del Tempio della Pace.
A Nerazio Cereale si deve la statua dedicata all'imperatore Costanzo II, di cui è ancora visibile la base situata accanto all’arco di Settimio Severo.
L’ultimo monumento fu eretto nel 608, e si tratta della Colonna di Foca, voluta dal Senato romano per onorare l’omonimo imperatore.
Durante il Medioevo gli edifici del Foro Romano caddero in rovina, e l’area da questo occupata venne utilizzata come pascolo e terreno seminativo, da qui il nome di "Campo Vaccino".
I primi lavori di recupero dell’area risalgono al XVI secolo, periodo in cui iniziarono varie campagne di scavo, che si protrassero fino agli inizi del XX secolo.
La prima pavimentazione del Foro romano risale alla fine del VII secolo a.C., ma quella che noi tutti oggi possiamo in parte ammirare risale a una data vicina al XII secolo a.C. .
Da notare nei pressi dei Rostri, l’assenza di pavimentazione; qui infatti si trovavano gli alberi simbolici del fico, l'olivo e la vite.
Al contrario, vicino all'iscrizione di Surdunus è presente un tratto di pavimentazione a livello più basso, che corrisponde a quella di epoca cesariana.