ByItaly
  Italiano   
Ischia
Firenze
Tremiti
Caserta
Venezia

Il Vittoriano

Il celebre Vittoriano è il monumento nazionale dedicato al primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, situato in piazza Venezia.
Al complesso appartiene anche il noto Altare della Patria, disegnato dallo scultore Angelo Zanelli che si ispirò alle Bucoliche e alle Georgiche di Virgilio.
Alla sinistra dell’Altare è collocato il bassorilievo attraverso il quale l’artista ha affrontato il tema del “Lavoro” rappresentato nelle allegorie dell'Agricoltura, dell'Allevamento, della Mietitura, della Vendemmia e dell'Irrigazione; segue la raffigurazione del genio alato del Lavoro nell’atto di salire su un aratro trionfale insieme all’allegoria dell’Industria.
Altro bassorilievo è quello che simboleggia l'Amore di Patria, rappresentato da tre donne che portano corone onorarie a Roma, seguite dai labari, dal carro dell'Amore di Patria, dall’Eroe, e dal fuoco sacro della Patria.
L’Altare della Patria accoglie nella parte interna il Milite Ignoto, ossia la salma di un soldato italiano sconosciuto, caduto durante la Prima guerra mondiale.
La salma fu scelta per commemorare tutti i sodati che non hanno potuto avere una tomba con il loro nome. La costruzione del Vittoriano fu aggiudicata dall’architetto Giuseppe Sacconi, il cui progetto iniziale prevedeva l’impiego del travertino romano, sostituito poi dal marmo di Botticino, per la realizzazione di un grande spazio pensato come un "foro" in una specie di piazza sopraelevata.
Per la sua realizzazione fu necessario demolire un vasto quartiere medioevale al quale si aggiunsero la Torre di Paolo III, e i tre chiostri del convento dell'Ara Coeli.
Alla morte di Sacconi, i lavori furono portati avanti da Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini, fino al 1911, anno della sua inaugurazione da parte di Vittorio Emanuele III.
In ogni caso il complesso monumentale fu totalmente portato al termine intorno al 1935.
Esternamente, l'edificio presenta un portico neoclassico con colonne in stile corinzio decorate da foglie d'acanto, che coincidono lateralmente con due rispettivi pronai a due colonne con capitelli corinzi, a loro volta affiancati da due quadrighe bronzee sormontate da Vittorie alate.
A coronamento del Vittoriano ci sono due fontane chiamate dei Due Mari, delle quali quella a sinistra di Emilio Quadrelli, rappresenta l'Adriatico, rivolto a Oriente, con il Leone di San Marco, mentre quella a destra raffigura il Tirreno con la lupa di Roma e la sirena Partenope, realizzata da Pietro Canonica.
Gli elementi centrali del complesso monumentale sono le sedici statue che raffigurano le altrettante regioni italiane (tante erano alla fine dell'Ottocento): il Piemonte è rappresentata come guerriero, con gladio ed elmo coronato da un’aquila; la Lombardia che reca sul capo la Corona Ferrea, è raffigurata nell’atto di sguainare la spada; il Veneto che rappresenta anche il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, è raffigurato con le vesti del Doge e porta lo scudo con il Leone di San Marco e lo scettro della Serenissima Repubblica; la Liguria che reca sul capo la corona ducale è affiancata dalla prua di una nave, a simboleggiare la potenza marinara di Genova; l’Emilia-Romagna reca sul capo il cappello frigio, simbolo dell’amore per la libertà; la Toscana è raffigurata con la corona di alloro sul capo, una fiaccola tra le mani per ricordare come la cultura toscana portò luce nell’intera Europa, e uno scudo con il leone di Firenze; le Marche regge nella mano sinistra una lira per ricordare una terra di amatissimi poeti, mentre nella mano destra reca un timone di nave, a simboleggiare la tradizione marinara di Ancona; l’Umbria presenta sul capo un velo per ricordare lo spirito mistico dell’Umbria; gli Abruzzi che ricorda anche la regione del Molise, è vestita con pelle di leone e reca in una mano un ramo di quercia e nell’altra il bastone da viaggio, in memoria della transumanza; la Campania porta una cornucopia piena di frutta; la Puglia è rappresentata sopra un aratro mentre offre i grappoli d’uva; la Lucania ovvero la Basilicata, ha il corpo coperto da una toga e stringe tra le mani una spada; la Calabria è vestita con una pelle di animale selvatico e regge una spada e lo scudo della dea Atena; la Sicilia porta un fascio di grano, simbolo di fertilità e ricchezza; la Sardegna reca tra le mani lo scettro ed una corona.
Alle sedici statue delle regioni sono affiancate le quattordici statue delle città nobili dell'Italia riunificata, realizzate da Eugenio Maccagnani: Genova indossa le vesti del dogi della Repubblica; Milano ha tra le mani lo scudo sul quale è rappresentato il biscione, simbolo dei Visconti, e la croce comunale; Palermo ha intorno al baraccio il serpente; Firenze indossa il lauro della poesia; Venezia reca tra le mani lo stemma sul quale è raffigurato il leone; Napoli indossa un abito regale; Bologna ha sul capo la corona dottorale e tra le mani il codice del Diritto; Ravenna ha le vesti dell'esarcato bizantino; Torino è ricoperta di armatura; Ferrara ha tra le mani la lira; Pisa ha sul capo il berretto frigio; Mantova ha sul capo la corona ducale, e tra le mani lo scudo sul quale è raffigurato Virgilio; Amalfi presenta la bussola dell'amalfitano; Urbino ha abiti rinascimentali.
Le statue delle Vittorie furono scolpite da Nicola Cantalamessa, Adolfo Apolloni, Mario Rutelli e Arnaldo Zocchi, e collocate su una sfera all’altezza di circa tre metri.
La Vittoria alata di Cantalamessa ha tra le mani una palma un serpente; quella di Apolloni impugna una spada; infine quelle di Mario Rutelli e Zocchi reggono corone d'alloro.
Le Quadrighe che rappresentano rispettivamente l'Unità e la Libertà furono realizzate da Carlo Fontana e Paolo Bartolini.
All’interno del Vittoriano si trova il Sacrario delle Bandiere, dove sono raccolte le bandiere di guerra dei reparti militari disciolti, delle unità navali, e degli istituti militari e delle unità appartenenti ai corpi armati dello stato disciolte.
All’interno del Sacrario sono custoditi anche degli oggetti relativi alle guerre risorgimentali.