Porta Appia
Porta Appia è il nome originale dell’attuale Porta San Sebastiano inserita nelle Mura Aureliane, e così chiamata perché da qui dipartiva la famosa via Appia.
L’attuale denominazione è dovuta alle vicinanze della porta con la basilica e le catacombe di San Sebastiano.
L’originaria struttura risale al periodo Aureliano e quindi al 275, ed era caratterizzata da un’apertura con due fornici sormontati da finestre ad arco, e due torri semicilindriche.
La facciata presentava la copertura in travertino.
Seguirono alcuni lavori di rinnovamento durante i quali si procedette all’ampliamento delle due torri e al loro collegamento con i due muri paralleli, in modo tale da creare un cortile interno in cui l’arco aveva la funzione di controporta.
Tra il 401 e il 402 l’imperatore Onorio ridisegnò la struttura riducendola ad un solo fornice, con un attico rialzato dove si aprivano due file di sei finestre ad arco e un camminamento di ronda privo di copertura e merlato.
La porta veniva chiusa con due battenti in legno e una saracinesca che scendeva all’interno di scanalature.
Da notare sullo stipite destro della porta l’incisione della figura dell’Arcangelo Michele nell’atto di uccidere un drago, affiancata da un’iscrizione in caratteri gotici, a memoria della battaglia del 1327 combattuta dalle truppe romane ghibelline dei Colonna contro l’esercito guelfo del re di Napoli Roberto d'Angiò.
Il monumento presenta anche molti graffiti incisi quasi sicuramente dai pellegrini, nonché un monogramma di Cristo visibile sullo stipite sinistro.
Al 1536 risale la trasformazione della porta in un vero e proprio arco di trionfo, per accogliere l’imperatore Carlo V, Antonio da Sangallo, per l’occasione si procedette alla collocazione sulla struttura di statue, colonne e fregi.
Da osservare accanto alla torre occidentale i resti della posterula murata priva, sugli stipiti, di segni di usura.
Tra il 1942 e il 1943 la porta venne nuovamente trasformata su commissione del fascista Ettore Muti,, sono tuttora visibili i mosaici bicromatici in bianco e nero situati in vari ambienti.
Oggi all’interno delle torri sono ospitate le sale del Museo delle Mura.