Teatro Marcello
Il teatro di Marcello situato tra il fiume Tevere e il Campidoglio, fu realizzato per volere di Augusto, e dedicato a Marco Claudio Marcello, nipote ed erede di Augusto, nel 13 a.C.
In occasione della morte della figlia di Augusto, Giulia, promessa sposa di Marcello, l’imperatore fece collocare al centro del teatro quattro colonne di marmo africano, nonché una statua di Marcello in bronzo dorato.
I primi restauri risalgono al regno di Vespasiano, cui seguirono altri interventi sotto Alessandro Severo.
Al 421 risalgono i lavori di restauro delle statue collocate nel teatro ad opera di Petronio Massimo, che rivestiva la carica di “praefectus urbi”.
Al periodo medioevale risale la sua trasformazione in castello fortificato di proprietà dei Pierleoni, a cui seguirono dapprima i Faffo, e poi i Savelli, a quali si deve la costruzione del palazzo al di sopra delle arcate della facciata.
Nel 1930, dopo il possesso della famiglia Orsini, la struttura venne espropriata e sottoposta a lavori di liberazione di tutti gli edifici che occupavano le arcate e lo spazio circostante.
Nel corso dei lavori si procedette anche al consolidamento di una parte delle arcate interne, e il rifacimento di parte della facciata.
Il teatro di Marcello si presenta caratterizzato dalla cavea a pianta semicircolare sorretta da articolate costruzioni, e da muri a raggiera, collegati da volte a botte che sostengono i gradini della cavea.
La facciata in travertino è divisa in tre ordini, dei quali i due inferiori presentano arcate inquadrate da semicolonne doriche al piano terreno e ioniche nel piano superiore; una fascia molto simile al marcapiano, divide i due ordini.
Il terzo piano, mentre, era caratterizzato da una parete continua decorata da semicolonne corinzie. Per quanto riguarda i materiali, le arcate interne e il primo tratto dei fornici erano in tufo, con inserti in travertino, mentre le pareti radiali e degli ambulacri interni sono in muratura.
Il teatro Marcello era in grado di accogliere circa 13.000 persone.
La cavea era divisa in una parte inferiore raggiungibile dall'"Ambulacro dei Cavalieri", una parte intermedia accessibile dal secondo piano, e una parte superiore raggiungibile tramite scale dall'ultimo livello.
La scena era rettilinea con un portico di sei colonne, e lateralmente affiancata da due "Aule regie", coperte con volte a crociera.