Villa Borghese
Villa Borghese rientra nella categoria dei giardini in stile inglese ed ha la peculiarità di conservare al suo interno numerosi edifici, musei, sculture, fontane, e attrazioni di vario genere.
La villa già di proprietà dei Borghese, deve il suo ampliamento al cardinale Scipione Borghese che dopo il 1580 di dilettò a fare acquisizioni.
Al 1606 risale la realizzazione degli edifici ad opera degli architetti Flaminio Ponzio Giovanni Vasanzio, a loro volta aiutati dal giardiniere Domenico Savini da Montelpulciano e dagli artisti Pietro e Gianlorenzo Bernini.
I lavori della villa Borghese terminarono nel 1633, ma nel 1766 il principe Marcantonio IV Colonna ne ordinò la trasformazione con la realizzazione di alcuni edifici, ossia il "Casino nobile", oggi sede della Galleria Borghese, e il "Casino dei giuochi d'acqua", oggi sede del Museo Carlo Bilotti, nonché commissionò la creazione del "Giardino del lago" ornato da fontane e piccole fabbriche.
Seguì un’ulteriore ampliamento e trasformazione intorno al XIX secolo per volere di Camillo Borghese che procedette all’acquisto di alcuni terreni verso Porta del Popolo e Porta Pinciana.
Al 1901 risale l’acquisto della villa da parte dello Stato Italiano, mentre al 1903 l’apertura al pubblico.
Villa Borghese vanta ben nove ingressi, dei quali quelli più gettonato sono: Porta Pinciana; la scalinata di Trinità dei Monti; le rampe del Pincio presso piazza del Popolo; e l'ingresso di Piazzale Flaminio.
Villa Borghese Pinciana sede della Galleria Borghese, fu realizzata dall'architetto Flaminio Ponzio, cui seguì il fiammingo Giovanni Vasanzio.
Contigua a Villa Borghese è Villa Giulia, edificata tra il 1551 e il 1555 come residenza estiva per papa Giulio III; attualmente l’edificio accoglie la sede del Museo nazionale etrusco.
All’interno della villa si trova anche uno zoo che negli ultimi tempi è stato trasformato in un bioparco, nonché il Museo civico di zoologia.