Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale, ovvero
Reggia gonzaghesca, è il risultato di una serie di edifici risalenti a periodi differenti che nel corso del tempo sono stati aggregati fino a dare vita ad una città nella città.
Il complesso occupa una superficie di circa tre ettari di estensione e comprende quindici aree esterne oltre a cinqucento ambienti interni.
Il primo nucleo del Palazzo apparteneva alla famiglia Bonacolsi ma con l'ascesa al potere della famiglia
Gonzaga, nel 1328, gran parte delle loro case vennero ristrutturate.
I Gonzaga, infatti, essendo i proprietari delle abitazioni limitrofe decisero di inglobare le loro case e quelle della famiglia Bonacolsi in un unico isolato dando vita ad una vera e propria "corte".
Nel quattrocento ci fu un ulteriore ingrandimento attraverso la realizzazione della Domus Nova e delle ali che chiudevano il cortile d'Onore.
Per accedere al Palazzo Ducale bisogna percorrere il monumentale scalone della Duchessa, costruito nel 1777 da Paolo Pozzo, che da Piazza Sordello raggiunge il piano superiore.
Il primo ambiente è la
Sala di Sant'Alberto che accoglie il dipinto la "Cacciata dei Bonacolsi da parte dei Gonzaga" opera di Domenico Morone. Segue il
Corridoio del Passerino che si estende lungo tutta la facciata del Palazzo del Capitano; lungo le sue pareti si possono ammirare marmi, lapidi e stemmi nonchè decorazioni geometriche in stile tardo-gotico.
Dalla Galleria si accede all'
Appartamento della Guastalla dove visse la duchessa di Mantova, e dove si possono ammirare cinque figurazioni rinascimentali riconducibili alla scuola del Mantegna. Al suo interno sono custodite anche alcune sculture in marmo realizzate nei primi anni del Quattrocento dalla Bottega dei Dalle Masegne. L'Appartamento consta della
Sala delle Imprese dove vi sono affreschi del XIV secolo; della
Sala delle Sinopie; della
Sala del Pisanello le cui pareti accolgono importanti affreschi di soggetto cavalleresco lasciati incompiuti. Gli affreschi raffigurano le gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda e del Ciclo Bretone.
Dalle stanze dell'Alcova si raggiunge la
Galleria Nuova che alla fine del XVIII secolo è stata trasformata in sala espositiva. Al suo interno sono conservate molte tele tra cui citiamo la "Flagellazione e deposizione del sepolcro" di Lorenzo costa il Giovane e la "Presentazione di Maria al Tempio" di Domenico Fetti.
Dalla Galleria si raggiunge l'
Appartamento degli Arazzi sulle cui pareti vi sono ben nove arazzi di scuola fiamminga realizzati a Bruxelles e trasportati a Mantova. Sugli arazzi sono state raffigurate le scene della vita di San Pietro e San Paolo.
Segue la
Sala dello Zodiaco che accoglie la raffigurazione dei "Segni Zodiacali" di Lorenzo Costa apposta sul soffitto nel 1579.
Da qui si raggiunge la
loggia dei Fiumi, realizzata nel 1575 per volere del Duca Guglielmo Gonzaga e decorata secondo una matrice stilistica tardo-barocca; al tardo Seicento risalgono, invece, le due grotte contenenti vasi di marmo.
Tra il 1579 e il 1580, per volere del Duca Guglielmo Gonzaga venne realizzato il
giardino pensile, opera dell'architetto Pompeo Pedemonte.
Dal lato di sinistra si guarda su Piazza Sordello, collocata ad una posizione di molto inferiore rispetto al giardino.
Il giardino pensile presenta ali scandite da colonne di ordine tuscanico canonico dalle quali dipartono le arcate; sul lato destro del giardino si apre il
Cortile delle Otto Facce dal singolare impianto planimetrico.
Altro Appartamento da visitare è quello dell’Imperatrice caratterizzato da tre stanze e riservato alle sovrane e alle principesse di passaggio.
Tra il Cortile delle Otto Facce e il Cortile d’Onore si trova la
Sala dei Falconi risalente al 1580, la cui volta è decorata con “Giochi di Putti e Falconi”, mentre le pareti accolgono dei dipinti che raffigurano “Notabili” della corte gonzaghesca.
Segue la
Saletta dei Mori distinguibile dal fatto che sia il soffitto che le pareti presentano dei fregi sui quali sono riprodotti per l’appunto mori e cariatidi.
Da qui si accede alla
Galleria degli Specchi, uno spazio sfarzoso caratterizzato da figurazioni mitologiche e allegoriche. Altro Salone importante è quello degli
Arcieri, la cui denominazione deriva dal nome delle guardie del Duca che dovevano presiedere questa stanza dove attendevano i visitatori che erano ammessi alla presenza di Vincenzo Gonzaga.
Il soffitto di questo salone è retto da medaglioni al cui interno vi sono rappresentate figure di cavalli. All’interno della sala è custodita anche una tela denominata “Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità” opera di Pieter Paul Rubens.
Interessante dal punto di vista artistico è anche la
Sala del Labirinto così denominata per la rappresentazione sul soffitto di un labirinto segnato da linee dorate che fanno pensare a percorsi che si intersecano in spazi verdi all’interno dei quali vi è la scritta “forse che sì, forse che no”.
Segue la
Sala del Crogiolo il cui nome deriva dalla raffigurazione di verghe sul fuoco e la
Sala di Amore e Psiche denominata così in quanto la copertura reca al centro una raffigurazione di Amore e Psiche.
Da qui si accede alla
Saletta dei Quattro elementi caratterizzata da quattro tele di Giorgio Anselmi ed un ovale con il ritratto di Maria Teresa d’Austria.
Si accede poi alla
Sala di Giove e Giunone dove sono custodite le tele di Giuseppe Maria Crespi e di Carlo Bononi.
Si entra infine nella
Sala di Leda cui segue la
Stufetta, una sala adibito un tempo a studiolo riscaldato con un soffitto a cassettoni dorati.