Mole Antonelliana
La Mole Antonelliana, simbolo della città di Torino, prende il nome dall'architetto che la costruì, Alessandro Antonelli.
I lavori della struttura alta ben 167.50 e interamente in muratura iniziarono nel 1863.
Il progetto iniziale prevedeva che l’edificio fosse una sinagoga. L’architetto però propose una serie di modifiche che richiedendo maggiori costi, risultarono sgraditi alla comunità ebraica.
Questa nel 1869 decise di terminare i lavori con un tetto provvisorio.
Nel 1873 ci fu uno scambio con la città di Torino, che diede loro un altro terreno per edificare l'attuale sinagoga e si prese in cambio la Mole che era però ancora in costruzione.
Sfortunatamente la struttura aveva un’altezza tale e quindi una peso consistente che la ridotta base non riusciva a tollerare tanto da creare notevoli problemi strutturali.
L’architetto lavorò alla Mole fino alla sua morte, tant’è che per vedere di persona i lavori l’ormai novantenne utilizzava una specie di ascensore azionato da una carrucola.
Purtroppo Antonelli non vide il completamento della costruzione, terminata dal figlio Costanzo.
La Mole, tra gli anni sessanta e gli anni novanta, è stata usata per permettere ai cittadini e ai turisti di osservare dall’alto la città grazie all'ascensore che conduce sino alla cupola dove c'è un piccolo belvedere.
Chiusa per un periodo di tempo per ristrutturazione la struttura è stata adibita a Museo nazionale del Cinema, che ospita macchine ottiche pre-cinematografiche.