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Palazzo Reale

Tra le residenze sabaude più importanti vi è il Palazzo Reale situato nella centralissima Piazza Castello.
Insieme ad altre dimore reali della cintura torinese, come la reggia di Venaria Reale o la Palazzina di caccia di Stupinigi, è il simbolo del potere della dinastia nonché bene, dichiarato dall'Unesco, del Patrimonio dell'Umanità.
L’elegante facciata, lunga 107 metri e alta trenta metri, che oggi vediamo caratterizzata dalla nota cancellata del Palagi, è diversa da come poteva apparire agli occhi dell'astigiano. Il palazzo apparentemente austero, è in realtà in linea con l'architettura barocca.
Se la si osserva attentamente si nota subito la geometria e l'equilibrio dei due padiglioni laterali opera degli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte. La simmetria è interrotta dalla maestosa Cappella della Sacra Sindone.
Il primo piano del palazzo conosciuto con il nome di Primo Piano Nobile è dominato da uno stile aulico finalizzato a sottolineare l'importanza della dinastia. Tra gli ambienti più prestigiosi ambienti, ricordiamo il Salotto Cinese, la Galleria del Daniel, l'Appartamento d'Inverno del Re e la Sala del Trono.
Al Secondo Piano cui si accede grazie ad una scala opera di Filippo Juvarra, conosciuta con il nome di “scala delle Forbici" presenta stili e mode differenti a seconda delle epoche, conseguenza dei continui lavori commissionati dai sovrani.
Negli anni 1722, 1750 e 1775 in occasione di tre importanti matrimoni fu riallestito l’intero piano. Si ricordano la grande Sala da Ballo, decorata con grandi arazzi raffiguranti Storie di Don Chisciotte; le Tre Anticamere (Sala della Guardia del Corpo, Sala degli Staffieri, sala dei Paggi), e le ale adibite, nel novecento, come stanze private della Principessa Maria José.
Esternamente il visitatore nota in primis la cancellata, eretta dal Palagi, ultimata con le pregevoli statuee dei due Dioscuri, opera di Abbondio Sangiorgio. Dietro al palazzo, poi, si estendono i Giardini del Parco Regio voluti da Emanuele Filiberto e in gran parte opera dell'architetto André Le Nôtre, già attivo alla corte di Versailles.
Sfortunatamente durante il periodo napoleonico, i giardini furono danneggiati.
Prima del ritorno dei Savoia, a seguito della Restaurazione, furono restaurate le settecentesche statue raffiguranti le Stagioni e i grandi vasi celebrativi provenienti dalla Reggia di Venaria Reale.