Basilica di Santa Croce
La basilica di Santa Croce situata nel centro storico della città di Lecce, fu costruita tra il 1549 e il 1699, ad opera di competenti architetti, ossia Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, coadiuvati da abili maestri scalpellini e intagliatori del salento.
La facciata principale è caratterizzata dalla combinazione di elementi rinascimentali, cinquecenteschi e barocchi, il tutto in un armonioso complesso architettonico di grande prestigio.
La sezione inferiore del prospetto principale divisa da sei colonne a fusto liscio che sostengono la trabeazione, accoglie il portale maggiore impreziosito da coppie di colonne corinzie, sovrastato dallo stemma di Filippo III di Spagna, circondato da quello di Maria D’Enghien e di Gualtiero VI di Brienne, Duca di Atene, nonché le due porte laterali, decorate dagli stemmi di Santa Croce e dell’Ordine dei Celestini, il cui convento affianca la chiesa.
La sezione centrale della facciata ospita una balaustra sorretta da cariatidi, decorata da tredici putti abbracciati, simbolo del potere temporale e spirituale della chiesa cattolica, con ai lati le statue della Fede e della Fortezza; in ogni caso, domina l’intero prospetto, l'enorme rosone decorato, simbolo della città, lateralmente affiancato da due nicchie dove sono ospitate le statue di San Benedetto e di Papa Celestino V.
La chiesa è divisa internamente in tre navate, di cui quella centrale termina in fondo con un’abside polilobata con copertura a raggiera sovrastata da un soffitto a cassettoni dorati.
Le pareti finali del presbiterio, accolgono gli altari dedicati alla Trinità, a San Francesco di Paola, e alla Croce, che si aggiungono ai diciassette altari situati sul lato desto, sovrastati da importanti opere artistiche.
Da ammirare: l’altare maggiore collocato in fondo alla navata centrale, incorniciato da un portale sovrastato dallo stemma della famiglia Adorni; il monumento funebre all’abate del Convento dei Celestini, Mauro Leopardo; l’altare di San Francesco di Paola, impreziosito da dodici formelle a tutto tondo dove l’artista Francesco Antonio Zimbalo, ha rappresentato le scene tratte dalla vita e dai miracoli del Santo.