Ex Palazzo di Città di Cagliari
L' ex palazzo di Città situato nello storico quartiere Castello di Cagliari, fu costruito tra il 1331 e il 1335, non appena Alfonso IV concesse l’area dove sorgeva una lotgiam regalem ai consiglieri della città, affinché vi realizzassero un palazzo per tenervi le loro riunioni.
Sede municipale della città dal Medioevo fino ai primi anni del XX secolo, il palazzo deve il suo attuale impianto artistico e architettonico in stile barocco piemontese ai lavori di ristrutturazione eseguiti nel Settecento, al termine dei quali i suoi nuovi ambienti accolsero la sede del Conservatorio di musica dedicato a Pier Luigi da Palestrina.
Dal 1970, anno del trasferimento della scuola in un nuovo stabile ubicato in via Bacaredda, fino al 2009 anno della riapertura della struttura dopo diversi anni di restauri, l’edificio versò in un degradato stato di abbandonato.
Il prospetto principale rivolto sulla piazza Palazzo, presenta uno splendido portale ad arco sormontato da una lastra marmorea cinquecentesca, recante l’iscrizione che ricorda la visita dell'imperatore Carlo V a Cagliari, nel 1535, prima della sua partenza per la spedizione di Tunisi, a sua volta, sovrastata dallo stemma della città di Cagliari.
Spostandoci lungo via Canelles, notiamo la bellezza del secondo prospetto del palazzo affacciato sulla piazza Carlo Alberto, anch’esso impreziosito da un’epigrafe che rievoca l’anno di ristrutturazione dell’impianto (1787) nonché i nomi dei cinque consiglieri ai quali era affidata l’amministrazione del Castello.
Il palazzo si eleva su due livelli, ai quali si aggiungono un sottopiano che sfrutta il dislivello di via Canelles, e un sottotetto finestrato, dove trovano collocazione una serie di ambienti, visitabili secondo un affascinante percorso di visita che consente ai visitatori non solo di ammirare le collezioni civiche ivi custodite, ma soprattutto gli aspetti urbanistici, paesaggistici e storico-artistici della città.
Oltrepassato il portone d’ingresso si apre un'ampia sala coperta da un soffitto ligneo a cassettoni del XVI secolo, da cui ha inizio la mostra, in esposizione permanente, del Fondo Etnografico Manconi Passino, del Fondo Ceramico della Collezione Ingrao e del Fondo d'Arte Sacra della Collezione Ingrao.
Da non perdere la visita alle sale sotterranee dove si possono ammirare antiche cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, una pavimentazione ad acciottolato, risalente al medioevo, e due aperture, con archi in stile tardo gotico.