Casa Natale di Luigi Pirandello
In contrada Caos, a quattro chilometri da Agrigento si erge la casa natale dello scrittore più rappresentativo della cultura letteraria del nostro secolo, Luigi Pirandello.
Situata su un altopiano a strapiombo sul mare circondato da ulivi e querce, l’abitazione fu costruita verso la fine Settecento, ed entrò in possesso della famiglia Ricci Gramitto, antenati di parte materna dello scrittore, nel 1817.
Fu proprio in questa villa che la famiglia Pirandello si rifugiò nell’anno dell’epidemia, e fu proprio tra queste mura che il 20 giugno del 1867 venne alla luce Luigi.
Profondamente legato a queste terre e alla sua casa dove trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza, citate anche in alcuni suoi versi, il grande Pirandello non poté non esprimere la sua ultima volontà di essere sepolto lì dove amava soffermarsi a pensare, a dipingere, a riposarsi, a scrivere agli amici, sotto un pino pluricentenario, individuato semplicemente da un cippo di pietra raccolto dalla Rupe Atenea, e perfezionato dallo scultore Marino Mazzacurati.
La "casa romita" e il "pino solitario", luoghi mitici della fantasia di Luigi Pirandello, nel 1949 furono dichiarati Monumento Nazionale, ed acquistati dalla Regione Siciliana, committente dei lavori di restauro e sistemazione.
La casa pur non avendo specifiche qualità artistiche ed architettoniche, è frequentata assiduamente da amanti della cultura, studiosi, e appassionati dell'opera del drammaturgo agrigentino.
Le stanze che la compongono affacciate sulla campagna circostante, ospitano una collezione di fotografie, cimeli, recensioni e onorificenze, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri d'autore che testimoniano la vita e le opere dello scrittore, nonché accolgono periodicamente anche mostre temporanee a Lui dedicate; da ammirare le foto che ritraggono Luigi Pirandello mentre ritira il premio Nobel, assegnatogli nel 1934.
Da non perdere la visita alla Biblioteca Luigi Pirandello istituita nel 1987, dove si conservano circa cinquemila documenti distinti in monografie, lettere, copioni teatrali, manoscritti, la tessera del partito fascista del 1936 periodici, la tessera della Reale Accademia d'Italia, il libretto universitario di Bonn del 1889, il taccuino di Bonn e di Coazze.