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Valle dei Templi

Il Parco della Valle dei Templi è un sito archeologico comprendente i resti dell’antica città di Akragas, fiorente centro culturale, fondata nel 582 a.C. da coloni provenienti dalla vicina Gela e da Rodi, e patria del filosofo Empedocle, scelta da uomini illustri come Pindaro, Simonide, Cicerone, e Verre, ed amata da Virgilio, Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello, e molti altri uomini illustri.
L’area archeologica risalente al periodo della Magna Grecia, per la straordinarietà del patrimonio monumentale e paesaggistico, nel 1998 è stata dichiarata dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” .
L’abitato già durante la tirannide di Falaride tra il 570 e il 554 a.C., presentava un impianto urbanistico regolare; alla sommità della Rupe Atenea si trovava l'acropoli con funzione sacra e difensiva, mentre lungo la Collina dei Templi si ergevano i santuari monumentali.
Negli ultimi decenni del VI secolo a.C., l’antica città di Akragas delimitata da una possente cinta muraria contraddistinta da nove porte, raggiunse fama e potenza grazie in soprattutto alla politica di governo del tiranno Terone, vincitore sui Cartaginesi; a questo periodo risale la realizzazione della straordinaria serie di templi di stile dorico della collina meridionale.
Distrutta nel 406 a.C., Akragas visse un periodo di abbandono conclusosi con l’arrivo dei coloni greci guidati dal condottiero Timoleonte, ai quali si deve una se non proprio brillante, ripresa.
Durante le guerre puniche la città fu conquistata dai Romani che nel 210 a.C. ne mutarono il nome in Agrigentum, e rilanciata nel mondo dei commerci e della prosperità.
Nell'829 Agrigentum fu conquistata dagli Arabi che si insediarono nei quartieri abitativi arroccati sul Colle di Girgenti, dove tutt’ora si estende il centro abitato di Agrigento.
Il Parco della Valle dei Templi come suggerisce il nome, accoglie i resti di ben sette templi, il tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Eracle, il Tempio di Zeus Olimpico, il Tempio di Castore e Polluce, il Tempio di Vulcano, e il Tempio di Esculapio, eretti nel V secolo a.C., e andati distrutti prima per mani dei Cartaginesi nel 406 a.C., e successivamente per ordine dell'imperatore d'Oriente Teodosio.
Nel corso del Medioevo i materiali di costruzione dei templi furono impiegati per la realizzazione di nuovi altri edifici, in particolare i resti del Tempio di Zeus Olimpio noto anche come Cava dei Giganti, furono adoperati per la Chiesa di S. Nicola, e per il braccio settecentesco del molo di Porto Empedocle.
I templi della valle siciliana sono tutti orientati verso est, affinché la statua della divinità posta all’interno della cella fosse illuminata dal sole nascente, nonché presentano lo stile dorico e l’impianto strutturale esastilo, eccezione fatta per il tempio di Zeus Olimpio contraddistinto da sette semicolonne sul prospetto frontale.
Non perdetevi questo meraviglioso viaggio nella bellissima Agrigento definita dal poeta greco Pindaro “la più bella città dei mortali”.