Cinta Muraria dell'Antica Città di Catania
L’antica cinta muraria che circondava la città di Catania difesa da undici possenti baluardi e accessibile grazie alla presenza di ben sette monumentali porte, fu costruita nel Cinquecento su commissione dell’imperatore Carlo V di spagna, e ad opera dell’architetto Antonio Ferramolino.
Distrutte dapprima nel 1669 a seguito di una violenta colata lavica, e successivamente nel 1693 a causa del terremoto che rase al suolo la città di Catania, le mura e le attigue fortificazioni seppur in numero ridotto si mostrano a noi visitatori, nella loro bellezza originaria.
Delle sette porte che si aprivano lungo la cinta muraria si conservano solamente quella di Carlo V, e porta Garibaldi, mentre per quanto riguarda i bastioni non possiamo far altro che immaginarli osservandoli su delle antichissime immagini fotografiche; si pensi che lungo la via Plebiscito, si ergevano il Bastione degli Infetti, il Bastione del Tindaro, il Bastione San Giovanni e il Bastione Sant'Euplio, oggi inglobati agli edifici su di essi costruiti.
Mentre, tra via Dusmet e via Porta di Ferro si ergevano il Bastione del Salvatore risalente al 1552, e il Bastione Don Perrucchio; sul terreno del convitto Cutelli si trovava il Bastione San Giuliano; nel nucleo centrale della piazza Santo Spirito si poteva ammirare il Bastione San Michele; infine, alla chiesa di Sant’Agata era addossato il Bastione del Santo Carcere.
Al contrario, andarono completamente distrutti dalla lava il Bastione San Giorgio e il Bastione Santa Croce, situati nei pressi del Castello Ursino;
In definitiva del complesso sistema difensivo della città di Catania si conservano pochissime testimonianze, consistenti oltre che nelle due meravigliose porte di ingresso alla città, in una garitta di guardia in pietra lavica situata piazza Europa, e nella torre merlata del campanile della chiesa di Santa Maria di Ognina.
La Porta di Carlo V in pietra lavica, sorge all’interno del mercato della pescheria, lungo la via Dusmet, dal 1553, anno della sua edificazione, come attesta l’iscrizione marmorea che la decora.
Realizzata per la difesa della città dalle incursioni dei pirati e da altri nemici ostili, l’opera monumentale, era anche denominata “dei Canali”, per la presenza sul lato opposto dei trentasei canali della marina, interrati in seguito dall'eruzione lavica del XVII secolo.
Altra porta conservata fino ai giorni nostri nella sua originaria bellezza, è porta Garibaldi ribattezzata anche “U Futtinu”, in ricordo di un fortino edificato dopo l’eruzione lavica del 1669, per volere del duca di Ligne, di cui si conserva solo una porta visibile lungo via Sacchero.
La porta, situata tra piazza Palestro e piazza Crocifisso, presenta un arco trionfale realizzato nel 1768, su progetto degli architetti Stefano Ittar e Francesco Battaglia, per commemorare le nozze di Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, da qui l’antico nome porta Ferdinandea.
Alla vista dell’opera monumentale spicca agli occhi del visitatore il caratteristico gioco bicolore della pietra bianca alternata al nero della lava, e i simboli ornamentali.