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Piazza Duomo e Fontana dell'Elefante

Piazza del Duomo centro della vita cittadina della città di Catania, sorge sul sito dove durante il periodo romano si estendeva la Platea magna, con un impianto quadrilatero identificabile grazie alla presenza delle facciate dei palazzi e del Duomo, al centro del quale confluiscono le vie più importanti che conducono verso il mare e le località periferiche più interne.
Lo spazio della piazza ospita sia gli edifici simbolo del potere civile della città, e sia i palazzi di natura religiosa, in particolare il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, realizzato per la prima volta nel 1696, fronteggiato dal Palazzo dei Chierici ricostruito nel 1694, cui è collegato mediante un passaggio che corre al di sotto di porta Uzeda, anticamente aperta lungo la cinta muraria dell’antica città, al meraviglioso Duomo, dedicato a Sant’Agata.
Lo spazio centrale della piazza è valorizzato dalla splendida fontana dell’Elefante, simbolo di Catania, comunemente nota con il nome di “u Liotru”, che in italiano significa elefante, ad indicare per l’appunto, l’omonima statua in pietra lavica simbolo della sconfitta dei Cartaginesi, giunti ad invadere l'Italia a cavallo di queste bestie straniere ed impressionanti per l’enorme mole.
L’opera monumentale venne realizzata tra il 1735 e il 1737 ad opera dell’architetto Giovanni Battista Vaccarini, nell’ambito del progetto di ricostruzione di Catania dopo il terremoto del 1693.
La fontana si compone di una vasca in marmo, con al centro un basamento anch’esso di marmo bianco decorato sulle facciate da due sculture raffiguranti gli altrettanti fiumi di Catania, ossia il Simeto e l’Amenano.
Al vertice del piedistallo si erge la statua dell'Elefante, rappresentato con la proboscide rivolta verso il Duomo, e sulla groppa una gualdrappa marmorea decorata su un lato dallo stemma del Comune di Catania, e dall’altro dall’effige di Sant'Agata, patrona della città.
A sua volta il drappo regge lo splendido obelisco egiziano presumibilmente portato a Catania dall'Egitto durante le Crociate, oppure appartenente al famoso Circo Massimo romano.
L’opera monumentale di forma ottagonale, alta 3,61 venne realizzata completamente in granito, e impreziosita da geroglifici collegati al culto della dea Iside, profondamente venerata durante la dominazione romana.
Alla sommità dell’obelisco svetta un globo, circondato da una corona di foglie di palma e ulivo, e sovrastato da una tavoletta metallica che reca un’iscrizione dedicata a Sant'Agata MSSHDPL («Mente sana e sincera, per l'onore di Dio e per la liberazione della sua patria»), e da una Croce.
Nel 1826 la fontana venne delimitata da una cancellata di ferro, entro la quale fu inserito un piccolo giardino, entrambi eliminati nel 1998.
Se si analizza accuratamente la composizione artistica della fontana dell’Elefante si noti la commistione di tre civiltà, vale a dire quella punica, quella egizia e quella cristiana.