Vulcano Etna
L’Etna situato sulla costa orientale della Sicilia, tra le città di Catania e Messina, con i suoi 3.350 metri s.l.m., è il vulcano attivo più alto del continente europeo, e uno dei maggiori al mondo.
Nato nel corso dei millenni con un processo di costruzione e distruzione iniziato intorno a 600.000 anni fa, nel Quaternario, l’Etna non ha mai portato a termine le sue eruzioni improvvise che creano terrore nella gente che vive nella zona.
Il cataclisma più terrificante si ebbe nel 1669, quando la lava scese fino al mare devastando in parte Catania, mentre le eruzioni più rilevanti furono quelle del 1910 quando si formarono ventitré nuovi crateri, del 1917 quando una fontana di lava emerse fino a raggiungere gli 800 m al di sopra della sua base, e del 1923 a seguito della quale la lava rimase calda per oltre diciotto mesi.
Sempre pronto ad entrare in attività, il nome del vulcano siciliano si pensa risalga a toponimo greco Aitna che significa “bruciare” oppure dalla parola fenicia “attano”, ed era conosciuto nell'età romana con il nome di Aetna.
Secondo alcuni studiosi l’appellativo Mongibello è di origine araba, e più precisamente deriverebbe dai termini Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya, anche se un'altra teoria ne fa risalire le origini al toponimo “Mulciber” con cui i latini chiamavano il dio Vulcano.
Il territorio dell’Etna presenta ambienti differenti per morfologia e tipologia, per cui i siti posti fino a mille metri s.l.m. sono coltivati e fortemente urbanizzati, al contrario i versanti est e sud si presentano selvaggi e incolti.
Al di sopra dei 1000 m di altezza del vulcano, durante il periodo invernale si hanno insolite precipitazioni nevose, che affascinano numerosi turisti amanti sì dello sci, ma anche di sensazioni entusiasmanti che solo questo posto è in grado di offrire.
Il comprensorio sciistico dell’Etna comprende due stazioni sciistiche di cui una a nord in località Piano Provenzana, e l’altra a sud collocata nella Pineta di Linguaglossa, entrambe in grado di offrire una vista mare mozzafiato.
Gli sport invernali praticabili sono lo sci di fondo, lo sci alpino, lo sci escursionistico, lo snowboard, le piste, e in alcuni itinerari anche i fuoripista grazie alla mancanza di alberi al di sopra dei 2000 metri di quota.
L'Etna è anche meta prescelta dagli amanti dell’escursionismo possibile all’interno dell’omonimo parco istituito nel 1987 grazie all’impegno del prof. Valerio Giacomini per proteggere l’ambiente circostante trasformandola in un’area naturale protetta.
La montagna visibile agli occhi dello spettatore come un cono nero, presenta alla base numerose colture di aranci, mandarini, limoni, olivi, agavi, fichi d'india, banani, eucalipti, palme, pini marittimi e viti da cui si produce eccellente vino Etna, al contrario sopra i 500 m di altezza crescono noccioli, mandorli, pistacchi, castagni che più in alto lasciano il posto alle querce, ai faggi, alle betulle, ai pini e alle ginestre.
Oltrepassata la quota dei duemila metri di quota si estende la zona desertica popolata da piccoli cespugli spinosi (Astragalus siculus), tra i quali crescono varietà endemiche di fiori.
Il parco dell'Etna è l’habitat prescelto anche da specie di piccoli mammiferi tra cui gli istrici, le volpi, i gatti selvatici, le donnole, e i ghiri, ai quali si aggiungo specie di volatili come gheppi, poiane, fringuelli, picchi, upupe, e alcuni rettili.
L’ascensione al vulcano è possibile ma si consiglia il periodo estivo e le ore del mattino, che sebbene siano abbastanza calde, non lo sono a quote elevate, per cui si richiede un abbigliamento formato da maglione, giacca a vento, calzare e scarpe adatte.
Il percorso di salita all’Etna comprende due sentieri, di cui uno con partenza dal versante nord, mentre l’altro con inizio dal versante sud.
Da non perdere la visita alla Grotta del gelo situata a 2030 metri d'altitudine nel territorio del comune di Randazzo, e raggiungibile solo dopo cinque ore di cammino.
La Grotta è una galleria di scorrimento, originata dal raffreddamento di una colata lavica, caratterizzata al suo interno da ghiaccio perenne, anche nei periodi estivi, dato che la temperatura non sale mai sopra i -6 °C.