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Castello di Lombardia ad Enna

Il castello di Lombardia situato nella zona più elevata della città di Enna su di una rupe a difesa dell’abitato circostante raggiungibile, data la presenza di un profondo fossato, mediante un ponte levatoio, è considerato il più antico ed il più esteso castello della Sicilia.
Costruita circa due millenni fa ad opera dei Sicani, ai quali si deve la fondazione della stessa città di Henna, la fortezza rappresentò per il popolo sicano un'ottima roccaforte militare inespugnabile a tal punto che i Romani dovettero passare dalla rete fognaria per conquistarla.
Con la caduta dell’Impero Romano, la struttura fortificata venne restaurata intorno al X secolo per volere degli arabi, ma quella che noi tutti oggi possiamo ammirare è il risultato dei lavori di rifacimento eseguiti intorno al XIII secolo su commissione di Federico II di Svevia, e su progetto dell’architetto Riccardo da Lentini.
A questo periodo risalgono i lavori di costruzione di venti splendide torri a difesa ulteriore dei possenti muraglioni stretti attorno agli atri residenziali, grazie alle quali la fortezza raggiunse un grado di protezione tale da aggiudicarsi l’appellativo di castello più inespugnabili d'Italia; non a caso fu scelto per ben due volte come luogo di riunione del Parlamento del Regno svevo.
Il periodo di declino ebbe inizio con l’arrivo ad Enna dei Borboni, e la conseguente trasformazione del castello in prigione da cui era impossibile evadere.
Restaurato per essere riconsegnato nella sua originaria conformazione architettonica, la fortezza rappresenta oggi per la città di Enna la maggiore attrazione turistica, grazie anche ai reperti archeologici riportati alla luce nel 2002 durante una campagna di scavo promossa dalla Sovrintendenza di Enna.
L’accesso più caratteristico al castello di Enna è rappresentato da una scala, scavata nella roccia, che oltrepassa uno spazio allungato delimitato da una cinta muraria nella quale si apre la Porta trionfale che immette nel piazzale degli armati, sede del noto “teatro più vicino alle stelle”, uno dei teatri lirici più prestigiosi e suggestivi d'Italia, capace di accogliere ben cinquemila spettatori.
In ogni caso dal giorno in cui sono iniziati gli scavi archeologici nel sopraccitato piazzale, l'ingresso al maniero è stato spostato sul lato est, coincidente con la Porta della Catena, un portale scavato nello spessore della cinta muraria esterna peculiare nella struttura, in quanto presenta da una parte un arco acuto, mentre dall’altra un arco a tutto sesto.
Durante gli scavi archeologici lo stesso “teatro più vicino alle stelle” è stato spostato nel cortile della Maddalena contraddistinto da un ampio giardino all'inglese.
Segue il piazzale di San Nicola dove si erge la torre Pisana, una delle venti torri erette per volere di Federico II di Svevia, di cui se ne conservano solamente sei.
Denominata durante la denominazione araba torre delle Aquile, per via dei rapaci che volteggiavano attorno ad essa, la torre Pisana in pietra viva con merlatura guelfa, ha un impianto strutturale a forma di prisma ottagonale.
Delle otto facce del solido geometrico, solo sei sono animate da monofore, feritoie, e due finestre con cornici a bastoni spezzati.
L’opera monumentale alta ben 27,30 metri, e difesa da una cinta muraria anch'essa a pianta ottagonale, è accessibile mediante una porticina archiacuta situata lungo il lato sud sud-est, che immette al piano terreno dove si apre una stanza di forma ottagonale illuminata da tre monofore strombate e coperta da volta ad ombrello con costoloni ad angolo abbattuto sorretti da mensole a piramide rovesciata.
Una scala a chiocciola consente di accedere al primo piano anch’esso con vano ottagonale coperto da volta ad ombrello costolonata poggiante su semicolonne con basi ioniche e capitelli a foglie; due finestre illuminano la stanza.
Segue un terzo piano anch'esso ottagonale contraddistinto da quattro costoloni disposti in corrispondenza dei punti cardinali sui quali si innesta una copertura a volta emisferica con oculo vuoto al centro.
L'ultimo baluardo di salvezza in caso d'invasione era rappresentato dal piazzale di San Nicola, dove si possono ammirare i resti degli appartamenti reali dove vissero il Re Sicano e l'imperatore Svevo, e la cappella vescovile di San Martino di Tours.