Museo Archeologico Ibleo
Il museo archeologico Ibleo di Ragusa situato al primo piano del Palazzo Mediterraneo costruito negli anni Cinquanta del Novecento, fu allestito per la prima volta tra il 1955 e il 1960, in seguito ai primi ritrovamenti storici riportati alla luce nella necropoli greca di Rito in provincia di Ragusa e nell'abitato ellenistico di Scornavacche da Antonino Di Vita, ma in ogni caso deve il suo attuale assetto ai lavori di ristrutturazione eseguiti alla fine degli Sessanta su progetto dell'Architetto Vincenzo Cabianca coadiuvato nella sistemazione museografica dall’archeologa Paola Pelagatti.
Il museo accoglie tra le sue sale reperti collocabili storicamente tra il neolitico e la fine dell’età tardo antica articolati in sei sezioni così denominate: le stazioni preistoriche; i Greci nella provincia; gli Abitati siculi arcaici e classici; i Centri ellenistici; gli Insediamenti tardo romani; e le Collezioni e acquisti.
Il materiale ivi esposto rispetta le finalità didattiche richieste dal progetto, traducibili in ben cinquanta tabelloni dalla meravigliosa grafica, con didascalie, piante e fotografie, che illustrano ai visitatoti i siti antichi e i relativi contesti nei quali sono stati rinvenuti i reperti storici.
Tracce di frequentazione riconducibili all’età neolitica sono note vicino Acate, in contrada Pirrone, mentre materiali risalenti all'età del bronzo furono rinvenuti tra le capanne di villaggi situati sulle alture e nelle pianure, tra cui quelli di Castiglione, di Monte Raci e Branco Grande.
Al periodo greco arcaico è riconducibile la colonia di Camarina, nota per aver contribuito al processo di acculturazione che interessò i villaggi indigeni di Monte Casasia e Castiglione.
Al periodo ellenistico, risale l'insediamento di Scornavacche presso Chiaramonte Gulfi, famoso per la presenza di numerosi fabbricatori di oggetti in terracotta, mentre, all’epoca tardo antica sono riconducibili i reperti dell'abitato di Caucana.
Da non perdere la visita alla sala dove sono esposte le collezioni formatesi nei primi decenni del Novecento, nel territorio della provincia di Ragusa, frutto di acquisti, doni e sequestri, fra cui le collezioni Melfi di Chiaramonte, Pacetto, La Rocca e Pace.
Negli ultimi anni, il percorso espositivo del museo si è arricchito della presenza di una sezione dedicata al Guerriero di Castiglione", e di uno spazio riservato all'archeologia subacquea dove sono esposte le novità archeologiche riportate alla luce nel mare di Camarina.
Non perdetevi la visita alla sezione dov’è custodita l'officina di un vasaio di Scornavacche ricostruita nei minimi dettagli.