ByItaly
  Italiano   
Ischia
Firenze
Tremiti
Caserta
Venezia

Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio, situato in piazza della Signoria, fu realizzato alla fine del XIII secolo ad opera dell’architetto Arnolfo di Cambio.
Inizialmente denominato Palazzo dei Priori, l’edificio dopo la morte di Arnolfo nel 1302, fu portato a termine da altri due maestri, nel 1314.
L’attuale palazzo è però il risultato di una serie di rifacimenti e ampliamenti portati a termine fra il XIII ed il XVI secolo; il primo dei quali risale agli anni 1342 e 1343 per volere del Duca di Atene, Gualtieri VI di Brienne, al quale si deve l'aspetto di una fortezza.
Tra il 1440 e il 1460 su commissione di Cosimo de' Medici fu non solo decorata in stile rinascimentale la Sala dei Dugento, ma il palazzo fu ampliato per far fronte alle esigenze della corte ducale.
Attualmente nonostante gran parte delle sue sale sono adibite a Museo, è la sede del Comune di Firenze.
La facciata principale rivestita con la tecnica del bugnato rustico in pietraforte, è divisa in tre piani scanditi da cornici marcapiano, che indicano le due file di bifore marmoree in stile neogotiche caratterizzate da archetti trilobati.
Dell’antica struttura rimane un ballatoio sostenuto da beccatelli su archi a tutto sesto e caratterizzato da una merlatura di tipo guelfo.
Davanti al palazzo è collocata una pedana rialzata denominata arengario dalla quale i priori in passato assistevano alle cerimonie cittadine.
All’arengario vennero aggiunte su commissione del Duca d'Atene due antiporte e altri elementi, nonché venne decorato con sculture, tra le quali ricordiamo il “Marzocco” e la “Giuditta e Oloferne” di Donatello.
Dal 1504 al 1873 l’ingresso al palazzo fu marcato con la collocazione del David di Michelangelo, che fu poi sistemato nell’Accademia e quindi sostituito da una copia.
Gli stipiti del portale sono preceduti da due statue in marmo, di cui quella maschile è opera di Vincenzo de' Rossi, mentre quella femminile fu realizzata da Baccio Bandinelli.
Il portale principale è sovrastato da un frontespizio in marmo, nella cui parte centrale c’è il monogramma di Cristo affiancato da due leoni e circondato dalla scritta “Rex Regum et Dominus Dominantium “ che significa “Gesù Cristo, Re dei Re e Signore dei Signori”.
Altra caratteristica della facciata sono i nove stemmi dipinti sotto gli archi del ballatoio e risalenti al 1353, che si ripetono due volte sulla facciata e due stemmi si ritrovano anche sul lato sinistro.
In una posizione decentrata della facciata è collocata anche la torre di Arnolfo poggiante su una casa-torre preesistente.
La seconda entrata monumentale al palazzo è la porta di Tramontana, così chiamata per la sua ubicazione a nord da dove spira appunto il vento di Tramontana.
La porta caratterizzata da un timpano con due nicchie conduce alla camera d'arme.
Altra porta meritevole di citazione è quella della Dogana collocata vicino a via dei Gondi, che reca sul suo portale una porticina merlata intarsiata in marmi policromi.
Dal portone principale si eccede al primo cortile progettato nel 1453 da Michelozzo.
All’interno delle lunette che decorano il porticato del cortile, sono riprodotte le insegne delle chiese e delle corporazioni delle arti e mestieri della città.
Al centro del cortile è collocata una fontana in porfido realizzata da Battista del Tadda e Raffaello di Domenico di Polo, sostenuta da un basamento ottagonale e caratterizzata da una colonnina di porfido che regge una vasca marmorea. Al vertice della fontana è collocata una scultura poggiante su una balaustra a forma d'anfora con teste leonine zampillanti.
Un secondo cortile è quello della Dogana, così chiamato perché qui si trovavano gli uffici della dogana fiorentina che accoglieva le merci provenienti da fuori il Granducato.
All’interno del cortile si trovano la biglietteria del museo e la libreria.
Il terzo cortile denominato cortile nuovo, fu realizzato da Bartolomeo Ammannati e Bernardo Buontalenti; da qui si affacciano gli uffici comunali, nonché diparte lo scalone che conduce all'ufficio del Sindaco ed alla Giunta.
Al primo piano del Palazzo Vecchio è situato il Salone dei Cinquecento lungo 54 metri e largo 23 metri.
Realizzato nel 1494 ad opera di Simone del Pollaiolo per volere di Savonarola, divenne la sede del Consiglio maggiore composto da cinquecento membri.
Ampliata da Vasari, la sala accoglie sulle sue pareti grandi affreschi che descrivono le battaglie ed i successi militari di Firenze su Pisa e Siena, mentre il soffitto accoglie trentanove pannelli rappresentanti gli episodi della vita di Cosimo I e la Scena della sua glorificazione come gran duca di Firenze e di Toscana.
Lungo le pareti sono collocate anche sei statue che rappresentano le Fatiche di Ercole realizzate di Vincenzo de' Rossi.
Alla fine del Salone del Cinquecento si trova lo Studiolo di Francesco I de' Medici costruito su progetto di Vasari e realizzato in stile manieristico.
Peculiari sono le sue pareti completamente ricoperte di dipinti, stucchi e sculture.
Seguono i "Quartieri monumentali", vale a dire alcune stanze decorate per il solo gusto di celebrare la famiglia Medici.
Da visitare anche la Sala di papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, il cui soffitto accoglie il dipinto della presa di Milano da parte dei francesi, mentre i pannelli rettangolari e ottagonali riproducono alcuni episodi della vita del papa.
Interessante è anche l'affresco della battaglia di san Leo, vinta da Lorenzo Duca d'Urbino per il papa stesso. Da non perdere la visita alla Sala di Cosimo il Vecchio il cui soffitto nella parte centrale ospita il dipinto del ritorno di Cosimo dall'esilio con i figli Piero e Giovanni.
La cappella del palazzo dedicata ai santi Cosma e Damiano ospitava un altare originariamente decorato con la Madonna dell'Impannata di Raffaello, attualmente conservata presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti.
Il secondo piano, raggiungibile grazie ad uno scalone monumentale del Vasari, accoglie il Quartiere degli Elementi e il Quartiere di Eleonora, entrambi caratterizzati da cinque sale e due loggiati.
Una porta laterale conduce alla Cappella dei Priori, intitolata a san Bernardo, dove oltre ad essere custodito il reliquario del Santo era il luogo scelto dai Priori per supplicare l'aiuto divino.