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Camposanto monumentale di Pisa

Il Camposanto monumentale che delimita il lato nord di Piazza dei Miracoli, fu realizzato a partire dal 1277 ad opera di Giovanni di Simone, al fine di conservare i sarcofagi e le sepolture portate a Pisa portata dalle navi pisane di ritorno dalla Seconda Crociata.
Dal punto di vista architettonico presenta un alto muro di forma rettangolare, esternamente rivestito di marmo bianco con quarantatre archi ciechi e due porte.
Al Camposanto si accede dalla porta principale sita sul lato est, sopra la quale spicca un tabernacolo gotico della seconda metà del XIV secolo, contenente statue della Vergine col Bambino e quattro santi.
L’interno, mentre, è caratterizzato da arcate a sesto acuto decorate in stile gotico fiorito, sotto le quali trovano spazio le tombe delle personalità meno di spicco, inoltre le pareti sono dipinte con soggetti legati al tema della vita e della morte.
All’interno del camposanto monumentale venivano sepolte le personalità più prestigiose di Pisa come rettori, governanti e famiglie più in vista, le cui spoglie venivano custodite in sarcofagi di epoca romana di grandissimo pregio.
Oltre alla funzione cimiteriale, il camposanto divenne nell’Ottocento il primo museo della città, dove si potevano e si possono tuttora ammirare le opere d'arte provenienti dagli istituti religiosi soppressi per le riforme napoleoniche, e altri oggetti di natura artistica o archeologica.
Tra i sarcofagi romani ivi custoditi ricordiamo il sepolcro di Fedra e Ippolito usato per le spoglie di Beatrice di Toscana, madre di Matilde di Canossa, il sepolcro delle Muse con una coppia di coniugi sul coperchio, il sepolcro degli Sponsali,e il sarcofago di Caius Bellicus Natalis Tebanianus .
Durante gli ultimi lavori di restauro eseguiti per salvaguardare gli affreschi delle pareti sono state scoperte le sinopie, oggi custodite nell’omonimo Museo a Pisa.
Gli affreschi oggi visibili raffigurano tre scene: il Trionfo della Morte; Il Giudizio finale e l'Inferno, e La Tebaide.