Duomo di Prato
Il Duomo di Prato dedicato a Santo Stefano fu realizzata intorno al XII secolo, e ampliato nel corso del Trecento, per il crescente afflusso di pellegrini che si affollavano in città per visitare la reliquia della Sacra Cintola.
I primi lavori di in ampliamento della struttura riguardarono la realizzazione del transetto, cui seguì la costruzione della Cappella della Cintola, e infine l’allargamento della piazza antistante per ospitare la folla in occasione delle ostensioni della sacra reliquia.
La facciata del Duomo fu edificata nel periodo compreso tra il 1386 e il 1457 a ridosso di quella vecchia, per cui lo spazio intermedio è stato sfruttato al meglio con la realizzazione di un corridoio che conduce al pulpito esterno opera di Michelozzo e Donatello.
Il capitello bronzeo del pulpito è decorato da una serie di cornici concentriche in marmo bianco che esaltano il parapetto dentro il quale sono stati scolpiti gruppi di angeli che effettuano dei girotondi; a coronamento del pulpito gli scultori hanno pensato bene di realizzarvi un baldacchino a ombrello.
Da notare la raffigurazione della Madonna fra i Santi Stefano e Giovanni nella parte interna alla lunetta della porta principale.
Internamente il duomo è diviso in tre navate romaniche separate da ampie arcate su preziose colonne in serpentino verde con capitelli.
La navata sinistra accoglie il pulpito rinascimentale in marmo bianco dalla forma a calice,e con base arricchita da sfingi.
Nella navata opposta, mentre, è presente un candelabro in bronzo di Maso di Bartolomeo risalente al 1440, peculiare per la sua forma simile ad un vaso allungato dal quale escono sette carnosi steli vegetali.
Il transetto trecentesco opera di Giovanni Pisano, è caratterizzati da cinque altissime volte a crociera che terminano nelle altrettante cappelle absidali, separate da semipilastri a fasce.
Da visitare le tre opere collocate nel presbiterio realizzate dall'americano Robert Morris, ossia l'altare marmoreo, il candelabro e l'ambone in bronzo.
A destra del transetto, mentre, si trova il tabernacolo rinascimentale della Madonna dell'Olivo, dei fratelli Da Maiano.
Tra le cappelle del transetto ricordiamo: la cappella Vinaccesi che conserva un Cristo deposto duecentesco; la cappella dell'Assunta affrescata da Paolo Uccello con Storie della Vergine e di santo Stefano; la cappella maggiore caratterizzata da un crocifisso bronzeo di Ferdinando Tacca; la cappella degli Inghirami che conserva un monumento funebre di Benedetto da Maiano.
Tra le tante cappelle quella più importante è sicuramente la Cappella del Sacro Cingolo che conserva la Sacra Cintola, cioè la cintura che, secondo la tradizione, fu donata a San Tommaso dalla Vergine durante l'Assunzione.
Gli affreschi che la decorano raffigurano le Storie della Vergine e della Cintola realizzate tra il 1392 e il 1395 da Agnolo Gaddi.
La Cintola si trova sull’altare settecentesco che a sua volta è coronato dalla statua marmorea della Madonna col Bambino di Giovanni Pisano.